Il nuovo portale Odg per i corsi di formazione ha trasformato le iscrizioni in un click-day: o ti iscrivi con molto anticipo (e il rischio di imprevisti) oppure vai in lista d’attesa ed entrare è come vincere alla lotteria.

 

Perdonatemi se per un attimo esulo dall’argomento del giorno, ossia di chi siano i meriti della rielezione di Sergio Mattarella, e mi addentro su questioni pratiche.

Da un po’ ha fatto il suo esordio il nuovo portale Odg per la formazione professionale, al quale occorre iscriversi e collegarsi per seguire i corsi.

Dopo molto tempo, lo ammetto, la scorsa settimana ho avuto la sciagurata idea di iscrivermi a uno di quelli “deontologici“. Ma, essendo tardi, il corso è risultato completo e sono stato messo in lista d’attesa. Pazienza, ci stava.

Ignoravo però come funziona il nuovo sistema di arruolamento, che è tragicomico.

Se sei in stand by, ogni qualvolta che qualcun altro disdice la propria iscrizione il portale ti invia in automatico un’email di avviso, chiedendoti di confermare la tua volontà di iscriverti.

A parte il fatto che non tutti sono H24 attaccati alla posta elettronica e nè quindi possono rispondere in tempo reale, fin qui la cosa è ancora accettabile.

Così tu clicchi per confermare e il portale ti chiede di rifare log in, inserendo codice fiscale e password.

Già qui la macchina zoppica: a parte che il CF è unico e quindi potrebbe essere messo per default come user name, ma poi non tutti se lo ricordano a memoria e, essendo lungo, il rischio di errori di digitazione è alto, con ulteriore spreco di secondi preziosi (vedi sotto).

Infatti, rifacendo log in, perdi di solito quei sessanta secondi fatali: c’è sempre qualcuno, più svelto di te, che ti ruba il posto.

Anche questo sarebbe accettabile se, in 36-ore-36, non avessi ricevuto almeno venti email in qualunque orario. E ogni volta, anche in caso di risposta subitanea, il posto liberatosi non si fosse rivelato nuovamente occupato. Col risultato che, alla fine, ti passa la voglia, cancelli i nuovi avvisi senza nemmeno leggerli e il corso non lo fai.

I casi, perciò, sono due: o esiste un metodo, più o meno furbesco e meno ansiogeno, ma comunque a me ignoto, per accaparrarsi l’iscrizione senza essere costretti a fare il piantone insonne alla propria casella email, o di fatto la possibilità di partecipazione ai corsi, oltretutto obbligatori, è stata trasformata in un click day.

In che non è solo ingiusto, è grottesco.