colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

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LA CADUTA DEGLI (ZEBE)DEI

Passi una piacevole serata a base di pizza con amici e colleghi nel centro di Firenze.

Esci, la grande via è semideserta, ma vieni investito dalla volgarità di un’orripilante cacofonia proveniente, tanto per dire, nientepopodimeno che da piazza del Duomo, dicesi piazza del Duomo, ove una sgangherata ma amplificatissima street band sta eseguendo, tra un pubblico tracimante intento nella ola, una versione di rara volgarità di “Tu vuo’ fa’ l’americano” del compianto Renato Carosone.

La corona del volgo è in estasi.

Sbalordito, ti soffermi un attimo a pensare.

Poi, adeguandosi, smetti.

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AUTOASPIRAZIONE TOMBALE.

Meditando vendetta, alla terza chiamata preregistrata del call center di una ditta rompicoglioni di aspirapolvere, invece di riattaccare ho atteso in linea.
Il golem all’altro capo del filo mi ha detto che, per parlare con un loro operatore, dovevo digitare un certo numero, che ho digitato.
Nemmeno il tempo per prendere fiato e dar sfogo alle contumelie che il sistema mi informa che “la selezione effettuata è errata” e interrompe la comunicazione.
Li voglio morti.
Spero si autoaspirino nella tomba.
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LA TRUFFA CHE C’È SOTTO

C’è certamente una truffa sotto, ma ammetto che per me è inedita.

Alle 8 di mattina ricevo un SMS da un numero sconosciuto che mi invita a chiamare un altro numero sconosciuto per ascoltare (sottolineo ascoltare) un messaggio che mi interessa o mi riguarda.

A parte trovare un babbeo o un perditempo disposto ad assecondare un simile gioco dell’oca, oppure (peggio ancora) un coglione disposto a condividere un metodo di comunicazione così coglionesco, per pura curiosità mi chiedo in che consista la fregatura finale: clonazione, addebito miliardario, hacker, le cavallette, la peste nera?

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DESTINATO AI SOLUTORI PIU’ CHE ABILI DI MISTERI DEI CORRIERI

Posto che per consegnare un pacco un autista deve arrestare il mezzo il più vicino possibile all’ingresso, scendere dal medesimo mezzo, andare al vano di carico, prendere il pacco, chiudere il vano, firmare la bolla e consegnare tutto al destinatario, oppure lasciarlo presso il portone, per poi risalire sul mezzo, il candidato individui e spieghi le ragioni per le quali, anzichè suonare il campanello saldamente infisso sul portone che ha di fronte e avvertire della consegna, l’autista stesso preferisca risparmiarsi questo esiziale sforzo e decida di abbandonare il collo incustodito sulla soglia.
Io me lo chiedo da stamattina, quando uscendo ho trovato una scatola che era lì da almeno 24 ore senza che nessuno lo sapesse, alla mercè di ladri e intemperie.
Il bello è che invece so perfettamente chi è l’autista…
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PIÙ PROVOCATORE CHE SPAMMER

Drinnn, suona il cellulare.

Il sistema mi avvisa che è un probabile spammer ma io, per il puro gusto di poterlo mandare a quel paese, rispondo lo stesso.

Mal però me ne incoglie.

È infatti una voce registrata che mi spiazza cominciando così:

“Buongiorno, se sei un dipendente pubblico o un pensionato bla bla bla…”.

Ora, si dà il caso che io sia un libero professionista da sempre, con tutti i guai e le precarietà che ne derivano, e che mi manchi parecchio alla pensione, vitalizio che peraltro non vedrò mai.

Quindi mi è venuto il sospetto che, più che uno spammer, il chiamante fosse un provocatore prezzolato…

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IL PALLORE DEL PALLONE

Una competizione posticcia che si chiama Nations League non può non avere risvolti involontariamente comici o grotteschi.

E infatti, già in avvio, ecco l’orrore: il pallone arriva sul dischetto di centrocampo non sotto braccio all’arbitro, ma a bordo di una ridicola automobilina telecomandata e, ovviamente, sponsorizzata.

Aridatece Peppino Meazza.

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MEGLIO ESSERE PREVIDENTI

La mia banca è diversa.
Oggi mi manda una lettera che dice: “Sul retro troverà l’elenco delle sue carte di credito vicine alla scadenza e che quindi devono essere sostituite”.
Compiaciuto per tanta efficienza giro il foglio e leggo:
“Carta XYZ, scadenza 31/10/2026”.
Forse temevano la prescrizione…
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SUPERENAMUTO

Avete presente i post dei baristi sul prezzo del caffè che varia secondo la buona creanza con cui il cliente lo chiede?
Ecco, allora io oggi entro in tabaccheria.
Io: buongiorno!
Lui resta muto.
Io: per cortesia, controlla la schedina?
Lui resta muto.
Io: Ah, se non fosse vincente la rigioca.
Lui resta ancora muto.
La macchinetta si blocca.
Lo desumo dal fatto che la schedina non esce e che l’attrezzo non fa rumore, perché il tabaccaio continua a tacere, non spiega né di scusa.
Passano otto-minuti-otto.
Finalmente la giocata è fatta.
Lui, senza profferire verbo, mi porge il tagliando.
Io gli porgo la banconota.
Lui, tacendo, la prende.
Io mi giro e prima di uscire dico: buongiorno.
Lui tace.
Ecco, ora per par condicio coi baristi pretendo che questa schedina, certamente perdente, al prossimo giro mi venga pagata come se avessi fatto tre!
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MISTERIES WITHOUT ANY CLUE

Ad esempio: perchè il nostro Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali chiama “handbook” e non “manuale” il vademecum destinato ai giornalisti italiani che seguiranno il prossimo G20 dei ministri agricoli a Firenze?
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MEDAGLIA DI GIANDUJAH…

…a cui corrisponde una figura del medesimo colore.

È infatti stata confermata la positività al doping di CJ Ujah, staffettista del quartetto britannico piazzatosi secondo nella 4×100 maschile alle Olimpiadi di Tokyo.

Ciò costerà la medaglia d’argento agli stramaledetti e maldicenti inglesi, i quali non avranno il problema di togliersi dal collo l’ingombrante premio, a loro notoriamente sgradito.

Del resto, anche nei 100 piani avevano prevenuto l’imbarazzante eventualità facendosi squalificare per falsa partenza, no?