colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

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PRONTI…ATTENTI…CORRIERE!

I corrieri, o meglio gli autisti che, per risparmiare tempo e non perdere nemmeno dieci secondi, così da non rischiare di dover mingere in una bottiglietta di acqua minerale, se le inventano di tutte, cominciano a starmi simpatici.
Oggi ne arriva uno.
Allo scopo di evitare, anzi proprio di prevenire fisicamente la malaugurata ipotesi che io gli chiedessi di percorrere i 50 metri intercorrenti tra il cancello e il mio portone, prima di suonare, credendosi non visto fa manovra e, anzichè col muso, si pone all’ingresso già col retro del furgone, pronto alla ripartenza.
Scende lasciando lo sportello aperto, suona, appoggia il pacchetto per terra, corre al volante prima che io risponda al citofono e quando chiedo chi è lui, già sgassando con la prima ingranata, bercia dal finestrino: “Paccoooo!”, sgommando via.
Che la mia fama ormai mi preceda?
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METTETE UN’ORTENSIA NEI VOSTRI CANNONI

Ieri, su richiesta della consorte, mi fermo a un vivaio per acquistare piante da giardino.
Mi affidano a un tipo tarchiato, muto, dal volto scolpito e con un’aria da moglie di Aznavour (“tu sei seccata / che io ci sia…”).
Faccio buon viso e chiedo delle ortensie.
Sempre muto e con espressione lapidea, il tizio si incammina e, giunto al banco desiderato, sentenzia a mo’ di preavviso: “Hanno sofferto il freddo”.
Eufemismo: erano morte, proprio stecchite dal gelo, ma a prezzo pieno. Resto perplesso.
Per rompere il ghiaccio (appunto…), chiedo: “Ma ributteranno?”
Lui, con un tono da prendere o lasciare: “Boh, io ho queste”.
Sbalordito, glisso e passo ai gelsomini.
Stavolta metto le mani avanti: “Hanno sofferto il freddo anche loro?”, domando.
Lui, continuando a camminare senza rallentare né voltarsi: “Qualche settimana fa stavano meglio di certo”.
Per un attimo mi chiedo dove l’ho incontrato prima, per essergli così antipatico.
Arrivati ai gelsomini il tizio, sempre senza profferire verbo, ma emettendo in compenso un lungo sospiro di accondiscendenza, estrae una pianta dalla rastrelliera e me la piazza davanti al muso. È parecchio malconcia.
“Mi pare abbia sofferto anche questa”, osservo col tono più conciliante possibile.
Al che lui, sempre impassibile, non è che me ne fa vedere un’altra, o tenta di incoraggiarmi, o mi offre uno sconto, o mi dà un suggerimento. No. Semplicemente prende il gelsomino e, mentre lo rimette a posto, con tono spazientito dice: “Sai che si fa? Si fa così e tanti saluti”
Dopodiché, prima che io abbia il tempo di replicare o chiedere altro, si dilegua. Né buonasera, né grazie, né scusi, né mi dispiace. Se ne va e basta.
L’ortensia è l’anima del commercio.
Comunque volevo dirvi che da ieri ho cambiato vivaista.

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SCOMUNICATO STAMPA

Non sarà certo la prima nè l’ultima volta che succede, ma io continuo a farci caso: il 14 aprile 2021 arrivano ancora comunicati stampa senza oggetto, nè data, nè referente.
Con buona pace delle sorti luminose e progressive della professionalità e della cosiddetta “comunicazione”.
Capre, capre, capre.
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GLI AUTOVENDICATORI SOCIALI

A chi su FB non è capitato di postare a capocchia qualcosa in un gruppo sbagliato, con conseguente respingimento del post e, ma solo a volte, un cortese messaggio di avviso dell’amministratore?

Di norma seguono abbozzamento o contromessaggio di scuse e la cosa finisce lì.

Eppure, sebbene questi infortuni siano frequenti e dipendano nella stragrande maggioranza dei casi dalla distrazione o dalla superficialità del postatore, c’è invece qualcuno che si incazza.

Ma c’è pure chi fa di peggio.

Tipo fondare un proprio gruppo, dai contorni intenzionalmente ambigui, per attirare post dalle fonti più eterogenee e poterli poi cassare come “off topic”.

Giuro, succede davvero. Solo oggi ne ho trovati un paio.

Come? Vi pare impossibile che esista gente così cogliona?

Ricredetevi. E invece di cazzeggiare a caso fate più attenzione alle dinamiche paranoiche suscitate dai social: è uno spasso (o un travaso di bile, secondo il carattere).

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GOLEM MENTECATTO, BUGIARDO E AUTOLESIONISTA

All’ora fatale delle 11 squilla il telefono e da lì s’affaccia la voce oltretombale di un Golem, stavolta femminile.

Col brio degno di un funerale solenne l’anonima mentecatta, che neppure menziona il nome del mandante, mi informa che “la tua linea fissa ha subito un aumento” e che, se voglio passare alla loro offerta, devo premere 1. Peccato che, non avendo linea fissa via cavo, non posso aver subito alcun aumento (e nel caso, ovviamente, lo saprei).

Animato da irrefrenabile perfidia, resisto allora all’istinto di riattaccare e seleziono 1, al solo scopo di indirizzare l’interlocuore verso il poco nobile luogo che si merita.

Ma il gestore-molestatore è talmente stupido e cialtrone che il numero risulta occupato, quindi se anche la proposta mi fosse interessata non avrei potuto approfondirla nè ritrovarla, essendo appunto il Golem anomimo!

Un vero genio dell’autolesionismo telefonico.

Auguro fallimento immediato.

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IL SOSPETTO DUE

Considerando che il 90 per cento dei francesi che non capiva i numeri romani ignora anche che quelli “normali” si dicono arabi, non escludo una sollevazione di scudi quando si verrà a conoscenza dell’aggettivo senza conoscerne il significato.

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SARÀ UN FREELANCE FRIDAY BLACK, GREY, BRIGHT?

Leggo che, secondo le previsioni, il Consiglio dei Ministri convocato per venerdì approverà il dl Sostegni, con circa 12 miliardi destinati alle imprese e ai professionisti maggiormente danneggiati dalle chiusure predisposte negli ultimi tre mesi.
A parte il curioso distinguo tra chi è stato danneggiato nell’ultimo trimestre e chi lo è stato anche nei mesi precedenti, ma non ha visto un soldo (“sculo!”, come direbbe uno che conosco, oppure “rifatevela con Giuseppi”?), sono ansioso di verificare se il quasi ecumenico governo di Dra-Dra-Draghi ci farà la grazia di prendere in considerazione, tra i penalizzati, anche i giornalisti, dei quali una ragguardevole quota, quella dei liberi professionisti, non batte chiodo da un anno e l’ultima elemosina che ha visto risale a giugno scorso.
Ovviamente la categoria confida che le ringhiose “perplessità” a suo tempo espresse del sedicente e permalosissimo sindacato unitario della stampa italiana inducano il premier a miti consigli, come del resto indussero suo predecessore. Come no…

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C’E’ UN LIMITE A TUTTO

Aiuto, ditemi come si fa a disattivare il traduttore automatico di FB il quale, invece di fare i cazzi suoi, si sente in obbligo di mettermi in idioma italico qualunque espressione straniera, portandomi al punto di odiare più lui del (pensavo) inavvicinabile T9 dei telefonini.

No, perchè leggere, in calce a Bruce Springsteen & the E Street Band, “BRUCE SPRINGSTEEN ED E. BANDA STRADALE” mi è francamente insopportabile oltre ogni soglia di pazienza e santità!

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L’IRA DI AGNELLI: IL PROSSIMO FESTIVAL? A VILLAR PEROSA!

Indispettito perché, nel suo monologo, Ibrahimovic non ha inserito tra gli scudetti vinti in carriera quelli rubati con la Ladrentus e giustamente revocati, Andrea Agnelli ha affidato all’intelligente portavoce Nedved la diffusione del seguente comunicato: “Chiederemo che la prossima edizione si tenga a Villar Perosa, la presentino Bonucci e Chiellini con Cuadrado come superospite, Moggi come direttore d’orchestra, i nostri giocatori come cantanti e una giuria composta esclusivamente da arbitri.
Così nessuno potrà negare che abbiamo vinto anche ‘sul palco’”.