Vi avviso: il conto alla rovescia è cominciato. Inesorabile.
Tra poco più di cento ore realizzerete con terrore che quanto avete diligentemente fatto nelle settecentoquarantaquattro precedenti è stato inutile, del tutto inutile. Voi vi siete applicati al massimo: siete stati all’ombra, avete bevuto molti liquidi, avete assunto fibre (fa sempre bene all’intestino), non avete fatto jogging a 40° e avete evitato lo stufato d’orso bruno a pranzo, a cena e pure a colazione.
Eppure ormai ci siamo: pochi giorni e i brillanti consigli anticaldo spariranno dalle pagine dei giornali per lasciare il posto a quelli, mirabolanti, contro lo stress da rientro.
Un’autentica malattia sociale, una jattura divina.
Quindi preparatevi ad ingaggiare psicologi, a ingurgitare ansiolitici ma dedicati sennò non funzionano (lo dice la tv), a iscrivervi a gruppi di autocoscienza, a calibrare gli sforzi mentali (nelle prime due settimane essere costretti a fare o pensare a più di tre incombenze al giorno potrebbe risultare fatale), a leggere libri sul tema e a dare ascolto agli “esperti” (anche se non si capisce di che).
Comunque, tranquilli. Dopo il terzo lunedì la morsa si allenterà e sarete tornati in piombo, lucidissimi, pronti a dedicarvi al duro lavoro autunnale: programmare le vacanze di Natale. Del resto, mancano meno di quattro mesi.
