Si leggono di continuo narrazioni bucoliche di stili di vita in cui i giorni si susseguono senz’ansia, di esistenze zen, di buenos retiros, di recuperi delle proprie dimensioni, di riconquista di spazi, tempi, cadenze.
Il tutto reso più pesante dalla generale convinzione che i luoghi campestri in cui vivo siano, di quelle narrazioni, la scaturigine, le fondamenta, il luogo nativo.
Poi apro la banca on line e scopro che un committente, il quale nel marzo del 2025 mi aveva chiesto un articolo, regolarmente pubblicato, me l’ha pagato oggi. Diciotto mesi dopo.
Se ne desume che il tempo trascorre lento non in campagna, ma negli uffici amministrativi di certi editori.
