Avete presenti quelle spassose gag televisive in cui Franca Valeri interpretava da par suo il personaggio di certe zitelle un po’ acide, sbrigative, perfino brusche, tipo la centralinista frettolosa (“Prontooooo? Sìììììì? Con chi vuol parlareeee? Eccoloooo! Click.”) che ha solo voglia di liquidare alla svelta il molesto interlocutore? Bene. Poco fa ho contattato, per un eccesso di cortesia confermato anche nella forma garbata e dettagliata del messaggio, l’ufficio stampa di un ente statale straniero che si occupa di scambi commerciali con l’Italia. Tutto per lavoro, ovviamente. E con richieste di informazioni certamente più vantaggiose per loro che per me.
La risposta è stata testualmente la seguente: “Devi contattare (seconda persona singolare) xy”. Segue indirizzo email.
Fine: nè grazie, nè prego, nè salve, nè arrivederci, nemmeno una firma o almeno una sigla a cui attribuire quella replica. Tantomeno un telefono, si capisce. Non parliamo di una richiesta di approfondimento o di motivazione.
Morale, hanno vinto un vaffanculo gratis.
