di Andrea Petrini
Gavi DOCG Monterotondo 2010 Villa Sparina: da una vigna di Cortese di almeno 60 anni un vino che la famiglia Moccagatta ha lasciato riposare per 10 anni e ha riesumano per il 50° della Doc.

 

Il Gavi, storico vino piemontese prodotto da Cortese in purezza, ha recentemente festeggiato i 50 anni dal riconoscimento della DOC. Era l’anno 1974 quando il Cortese di Gavi veniva annoverato tra le denominazioni di origine controllata, istituite con l’obiettivo di valorizzare i prodotti di qualità rappresentativi di una specifica area territoriale.

La zona di origine del Gavi Docg si trova al confine con il comune di Genova. Il disciplinare limita la zona di produzione a 11 comuni compresi nella provincia di Alessandria, dove il vento salmastro che soffia dal Mar Ligure incontra e la neve dell’Appennino. Il clima moderatamente continentale, gli inverni freddi e le estati calde e ventilate, l’altitudine dei pendii e l’esposizione, i terreni marnosi, calcarei e argillosi danno vita a questo grande bianco.

I 1.600 ettari di vigneti si trovano a un’altitudine media compresa tra i 180 e i 450 m.s.l., con pendenza variabile ed esposizione generale orientata verso nord-ovest e sud-est. Dal punto di vista geologico, il terroir si divide in Terre Rosse, Fascia Centrale e Terre Bianche.

Le argille rosse rappresentano la fascia settentrionale della denominazione, quella che dalla pianura alessandrina si eleva a colline caratterizzate da dolci pendenze. Suoli di colore rossastro, a prevalenza argillosa, ricchi di ferro, creati dai depositi alluvionali accumulati dalla lenta azione erosiva dei fiumi. È la fascia climaticamente più calda e regala Gavi di ottimo corpo e struttura.

La fascia centrale, che affiora sulla linea che unisce Serravalle Scrivia, Gavi e San Cristoforo, vede un’alternanza di marne e arenarie. Terreni misti di argille, sabbie e ciottoli dove non mancano terrazzamenti fluviali, formazioni marine e rocce derivate da crosta oceanica. Sono le aree che donano Gavi in profondo equilibrio tra struttura e sapidità.

Le terre bianche, infine, rappresentano la parte più meridionale del comprensorio, che si fa sempre più ripida avvicinandosi all’Appennino, superando i 400 metri di altitudine. I terreni diventano chiari, caratterizzati da marne tufacee di origine marina, ricche di microelementi e fossili. Suoli decisamente più poveri e duri, immersi in un clima più rigido e ventilato. Da qui provengono Gavi caratterizzati da estrema finezza, delicati profumi e spiccata mineralità.

Ho potuto apprezzare anche la longevità del Gavi grazie ad una delle aziende di riferimento della denominazione, ovvero Villa Sparina. L’azienda, una delle più storiche nel territorio, dedicata alla viticoltura oltre 70 ettari di vigneti tra i quali spicca un piccolissimo appezzamento, sito in località Monterotondo, dove vecchie piante di Cortese di almeno 60 anni sono piantate su terreni costituiti prevalentemente da argille rosse.

La famiglia Moccagatta ha lasciato riposare questo Gavi per 10 anni all’interno delle sue cantine.

L’obiettivo di regalare un vino dalla grande personalità è stato assolutamente raggiunto: nonostante ancora un legno in fase di integrazione, si è fatto apprezzare per una vivacità ed una complessità aromatica che spaziava dalla mela golden alla frutta esotica fino ad arrivare di agrumi, spezie dolci su un letto sapido e minerale. Coerente al gusto, avvolgente, ha una sferzata fresca e a tratti salmastra di ampio respiro.

 

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