I meno giovani forse ricorderanno un filmino pruriginoso degli anni ’70 interpretato dalla compianta Laura Antonelli, e intitolato “Mio Dio, come sono caduta in basso” .

Ebbene, vi comunico che da un po’ sono caduto in basso anch’io.

Anzi, più in basso.

In realtà non caduto, come loro stessi mi comunicano, ma sospinto dai mentecatti artificialmente intelligenti e sostanzialmente imbecilli sgherri di FB, i quali hanno inteso leggere in un post (peraltro non mio) che parlava di vino un inno a chissà cosa (droga, violenza, blasfemia Belzebù, le cavallette? Boh!) e pertanto in via unilaterale hanno deciso che il medesimo e i successivi sarebbero stati posti, appunto, “più in basso”. Non si capisce di preciso perché, né fino a quando, né più in basso quanto.

Mi offrono però l’opportunità, bontà loro, di chiedere un “controllo” perché, si sa, sono scemi ma giusti.

Cosa che ho subito fatto, si capisce, sebbene non nella speranza di una reale revisione della ridicola decisione ma col preciso scopo di poterli dileggiare meglio.

Obbiettivo centrato, perché l’iter è davvero un inno alla surrealitá più occhiuta: poiché vedono infrazioni che non ci sono, te ne chiedono giustificazioni ovviamente impossibili e restano, pertanto, della loro sciocca e preconcetta idea.

Che ebeti. Loro e soprattutto chi supeciliosamente e correttopoliticamente li istruisce.

Direi doppiamente ebeti, perché su altre pagine e altri profili i post restano al loro posto.

Però la sicurezza e la moralità mondiali, grazie ai loro controlli, sono salve.

Che culo, eh?