Supponiamo che davvero, come ci raccontano anche senza scomodare Soumahoro, le vacanze siano un “sacrosanto diritto” di tutti.
Bene.
Credo però che sarebbe un sacrosanto dovere di chiunque avvisare con congruo anticipo il prossimo delle proprie incipienti ferie.
Per una questione di civiltà, oltre che di opportunità.
Personalmente, da libero professionista puro, l’ho sempre fatto, per non mettere in difficoltà i miei clienti e committenti qualora avessero bisogno di me quando non ci sono.
Ma il principio vale per tutti: negozi, uffici, artigiani.
Perché una cosa è smadonnare se, quando ti si rompe il rubinetto, sai che il tuo idraulico è a Formentera, sai quando torna e magari ti ha pure detto a chi rivolgerti in caso di emergenza. Un’altra è avere a che fare con uno che dall’oggi al domani sparisce, non si sa fino a quando, non risponde al telefono né a nulla e tu potresti tranquillamente morire affogato in casa tua.
Di solito, poi, al danno segue la beffa: rientra l’artigiano ma subito a ruota va in ferie il rivenditore dei rubinetti che lui deve sostituire.
Nessuno dei vacanzieri senza preavviso si stupisca, dunque se, dopo un mese passato a bordo del canotto in cucina, alla fine delle ferie altrui il povero cliente cambia idraulico ed è anche un po’ seccato.
