di LORENZO COLOMBO
Torrione 1996, Petrolo: nato come Igt Toscana, fu voluto nel 1988 da Lucia Bazzocchi Sanjust con l’aiuto del massimo esperto del Sangiovese, Giulio “Bicchierino” Gambelli.

 

Petrolo si trova in Val d’Arno di Sopra, zona già identificata nel 1716 dal Granduca Cosimo III come uno dei quattro territori inseriti nel famoso editto che andava a proteggere le zone di pregio per la produzione di vino, in compagnia di Chianti, Carmignano e Pomino.

Oltre un secolo dopo, la vocazione di questo luogo veniva confermata dall’agronomo Giorgio Perrin che celebrava le qualità del Sangiovese di Campo Asciutto (l’attuale Bòggina).

La Tenuta di Petrolo è nel comune di Bucine (AR). Venne acquistata negli anni ’40 del Novecento dalla famiglia Bazzocchi e si sviluppa su 31 ettari vitati situati tra i 250 ed i 350 metri d’altitudine su suoli composti da galestro, alberese ed arenaria.
I vigneti sono suddivisi in numerose parcelle, spesso di piccole dimensioni, alcune delle quali messe a dimora diversi anni fa, come appunto il Bòggina, impiantato nel 1947 da Gastone Bazzocchi, o come il Lecceta, che ha oltre 60 anni d’età, mentre altri sono molto più recenti, come il Lago, impiantato nel 2000. Sono parcelle quasi sempre specializzate, che ospitano un singolo vitigno destinato alla produzione di uno specifico vino.

I vini prodotti sono sette, tra questi curiosamente spiccano tre versioni del Bòggina, chiamati Bòggina A (affinato in anfora), Bòggina B (un bianco da prodotto Trebbiano) e Bòggina C, ovvero il primo, da Sangiovese.

Il Torrione nasce come Igt Toscana nel 1988: fu fortemente voluto da Lucia Bazzocchi Sanjust, che per la sua realizzazione chiese aiuto a chi più di tutti ne capiva di Sangiovese, ovvero Giulio “Bicchierino” Gambelli.

E’ prodotto assemblando le uve provenienti dalle diverse vigne di Petrolo. Ci sono il Sangiovese di Bòggina e dei vigneti Casariccio, Asilo e Campaccio, il Merlot di Galatrona ed il Cabernet sauvignon di Campo Lusso.

Nel tempo la sua identità è cambiata, ora infatti si fregia della denominazione Val d’Arno di Sopra (vedi a tal proposito il recente articolo scritto da Stefano Tesi per il Garantito IGP) e la sua composizione è di 80% Sangiovese, 15% Merlot e 5% Cabernet sauvignon.

Le uve provengono sia dagli storici vigneti messi a dimora negli anni ‘70, sia da vigne più recenti. La  vinificazione avviene in vasche di cemento tramite lieviti indigeni, mentre l’affinamento s’effettua in vasche di cemento, botti di grandi dimensioni (40 hl), tonneaux e barriques francesi, dove il vino sosta dai 15 ai 18 mesi.

Questo 1996 si presenta con un color granato con unghia aranciata, leggerissima la sua velatura.
Buona l’intensità olfattiva, pulito e ancora fresco, complesso, ampio, elegante, frutta rossa dolce quasi in confettura, cuoio, sottobosco, humus, potpourri, note balsamiche, accenni di spezie dolci, sbuffi pepati, liquirizia, carrube e leggere note di caffè liofilizzato.
Asciutto, dotato di buona struttura, trama tannica importante, buona la vena acida, liquirizia dolce, tamarindo, accenni di radici, amarena un poco asprigna, confettura di prugne, lunghissima persistenza.

 

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