di ANDREA PETRINI
Vai in vacanza in un’isola greca e anziché stare in spiaggia sali in montagna, alla Karsanikos Winery…

 

Lefkada (Leucade) è un’isola delle Ionie e, con Corfù e Cefalonia, ed è una delle mete turistiche più gettonate delle Grecia per le sue bellissime spiagge.

Collegata alla terraferma con un ponte mobile lungo 50 metri, si caratterizza, se escludiamo le affollate coste, come una delle più selvagge e accidentate della Grecia, con montagne oltre i mille metri come il Stavrotà (1.182) o l’Elati (1.126) che svettano su una rigogliosa vegetazione mediterranea.

Non lontano, sull’altopiano di Eglouvi, famoso per una rara varietà di lenticchie, si trova una delle poche cantine isolane: la Karsanikos Winery.

L’ho raggiunta, per sfuggire alla folla dei bagnanti agostani, col mio scooter a noleggio, affrontando i tornanti delle colline fino a Karya, circa 500 metri di altitudine.

Qui mi aspettava George nel vecchio  edificio in pietra che, da tre generazioni, accoglie le uve della famiglia Rekatsinas.

L’azienda oggi gestisce circa 12 ettari di vigneto, diviso in varie parcelle sparse nell’entroterra di Lefkada, molte delle quali, come spesso accade nelle isole, coltivate con terrazzamenti e muri a secco a causa delle forti pendenze.

Con rese che non superano i 50 quintali per ettaro, vengono coltivati in biologico solo vitigni autoctoni come Vertzami, Bardea, Chloros, Perachoritiko, Lagorthi e molti altri.

L’azienda produce circa 12.000 bottiglie l’anno in una piccola cantina con pochissimi serbatoi d’acciaio mantenuti a temperatura costante anche grazie alla pietra con la quale è stata edificata la struttura.

Tutto molto semplice, lineare e tradizionale.

Al primo piano George e la sua famiglia hanno allestito la zona degustazione su un bellissimo terrazzo con vista entusiasmante su Lefkada.

Karsanikos Winery produce quattro tipologie di vino.

Il “Karsanikos White Dry” è un taglio di uve locali: Chlori, Lagorthi, Perachoritiko, Asprovertzamo e Moscato Bianco, molte delle quali salvate dall’abbandono proprio grazie al recupero della famiglia Rekatsinas. È un bianco pensato per avere la massima piacevolezza e bevibilità possibile. Ha un naso semplice ma ben definito, con note di frutta a polpa bianca, agrumi,  erbe aromatiche. Sorso sapido in un lungo finale con rinfrescanti ricordi di mela e pesca.

Il rosato aziendale è prodotto attraverso una breve macerazione dell’uva a bacca rossa più importante e tipica di Lefkada: il Vertzami. Anche questo vino, conferma George, è concepito per dare piacevolezza, soprattutto abbinato alla cucina del territorio. All’olfatto si esprime su delicate note di ibisco e rosa canina, gelatina di lampone, cappero e origano. Al palato è avvolgente, ma senza strafare, con un’impronta salina che non stanca.

Dal Vertzami, George ricava anche un rosso affinato per 12 mesi in barrique e rimane altri tre o anni in bottiglia prima di essere immesso sul mercato.

Al primo impatto, mi ha ricordato il Terrano del Carso, vuoi per la sua acidità, vuoi per le sensazioni minerali e terrose che solo in parte si aprono al naso in ricordi fruttati e floreali. In bocca è affilato, freschissimo, con un tannino decisamente timido che aumenta la bevibilità di un vino che in estate è obbligatorio servire molto fresco. George ne fa solo 1.500 bottiglie. Buonissimo!

L’ultimo vino, dolce, è l’“Epilogus“, prodotto con uve Vertzami e Moscato d’Amburgo fatte appassire al sole per circa 8 giorni prima di essere vinificate. È il classico vino “dolce non dolce”, rotondo ma non stucchevole, intenso ma, al tempo stesso, dotato di pregevole equilibrio al sorso. Io l’ho abbinato con lo splendido tramonto di Lefkada e con l’ultimo giorno delle mie vacanze.

E ho già nostalgia!

 

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