“Gli inviti superflui” è un bellissimo e poetico racconto di Dino Buzzati. A me invece è appena arrivato, via l’assai più pedestre email, un invito “gratuito”. Proprio così, presentato come tale nell’oggetto. Quasi che potessero esistere inviti a pagamento. Immaginate la scena: chiamate un amico e lo invitate a cena, precisando però che per sedersi a tavola c’è da pagare. Non so se andare pazzo o se dolermi di questa deriva ormai irrefrenabile che ha privato di logica e senso qualsiasi cosa.
