di ANDREA PETRINI
Terlaner I Grande Cuvée 2016, 2018, 2019 e 2020: i tre vitigni identitari della conca terlanese, Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc, per uno dei bianchi-icona del vino italiano.

 

Nel corso della mia attività di degustatore ho compreso che ci sono territori vocati per natura alla produzione di uve bianche e, al contempo, aziende che, per questione di opportunità e ovviamente anche di cuore, danno libero sfogo alla loro “anima bianchista” producendo grandi vini capaci di sfidare il tempo e le mode. Questo binomio trova in Itala la sua perfetta collocazione in Alto Adige, tra Merano e Bolzano: è la Cantina Terlano.

Fondata nel 1893, la cooperativa conta 143 soci, che coltivano circa 190 ettari di vigneto unicati all’interno di un antico cratere vulcanico, ove il suolo è costituito prevalentemente da porfido quarzifero ricco di minerali. Questo, insieme alle particolari condizioni micro e macroclimatiche, regala ai vini una straordinaria longevità: l’archivio enologico aziendale raccoglie infatti oltre 100.000 bottiglie ed è uno scrigno ricolmo di rarità, dove si possono trovare annate dal 1955 ad oggi e anche bottiglie che risalgono alla fine dell‘800.

La gamma attuale include la linea Tradition, la linea Selection e il grand vin Terlaner I Grande Cuvée. Ogni anno la cantina esce anche con il Rarity “Metodo Stocker”, un vino che dopo tanti anni di maturazione sui lieviti fini regala sempre forti emozioni.

Grazie alla presenza di Klaus Gasser, direttore vendite e marketing, e Rudi Kofler, responsabile tecnico, poco tempo fa ho avuto la fortuna di partecipare a Roma alla presentazione dell’ultima annata del Terlaner I Grande Cuvée che l’azienda definisce la più alta espressione dei tre vitigni identitari di Terlano: Pinot Bianco, Chardonnay e Sauvignon Blanc.

Nato nel 2011, è il bianco più prezioso della collezione perché viene prodotto solo nelle annate migliori, quando tutti i fattori climatici sono così favorevoli e ben combinati da riuscire a far risaltare al meglio il terroir.

“Il Pinot Bianco, presente tra il 60% e il 70% a seconda dell’annata e della qualità, rappresenta la spina dorsale della cuvée – spiega Rudi Kofler – garantendo freschezza, un’elegante tessitura e una buona struttura acida. Lo Chardonnay copre invece dal 20% al 30%, regalando consistenza e morbida profondità. Il Sauvignon Blanc, la cui quota oscilla solitamente tra il 2 e il 5%, è il partner che completa l’uvaggio con le sue raffinate caratteristiche aromatiche.”

Per comprendere al meglio come si è arrivati alla 2020, Rudi e Klaus ci hanno permesso di comprendere le potenzialità evolutive del Terlaner I Grande Cuvée con una piccola verticale delle annate 2016, 2018 e 2019.

La 2016 (75% Pinot Bianco, 23% Chardonnay e 2% Sauvignon) ci viene descritta dallo stesso Rudi come una annata non facilissima in Alto Adige, caratterizzata da un anticipo vegetativo seguito da una gelata primaverile, fortunatamente non troppo dannosa, e con precipitazioni ricorrenti e superiori alle medie stagionali durante l’estate che per fortuna è terminata con giornata calde e asciutte che hanno permesso una vendemmia ottimale. Il vino nel calice, se dovessi fare un paragone pittorici, ha caratteri boteriani, sinuosità ed abbondanza di “ciccia”, leggermente tostate, smussate da tocchi di fiori di acacia, gelsomino e lieve mineralità gessosa. Al palato mostra tutta la sua classe e la sua morbida struttura. Pieno, bilanciato e fresco, dal lunghissimo finale di frutta matura. Un vino che ha un suo stile, che piaccia o meno.

La 2018 (65% Pinot Bianco, 32% Chardonnay e 3% Sauvignon) è stata abbastanza estrema dal punto di vista meteorologico perché ad un inverno freddo e piovoso è succeduta una stagione estiva dal clima torrido, interrotta da ingenti piogge a inizio settembre. Rispetto alla precedente annata, il vino è decisamente diverso, come se a Terlano avessero cambiato stile abbandonando certe grassezze. Il vino presenta infatti richiami aromatici che spaziano tra l’agrume mediterraneo al salgemma fino ad arrivare a sensazioni di gelsomino e pietra focaia. Palato teso, intenso, di rigorosa linearità che sfocia in un finale sapidissimo.

Il Terlaner I Grande Cuvée 2019 (70% Pinot Bianco, 28% Chardonnay e 2% Sauvignon) figlio di una annata inizialmente fredda tanto da ritardare la fioritura, che è terminata solo a fine maggio. Subito dopo le temperature si sono fatte torride, a ridosso dei 40 gradi, fino ad agosto dove temporali frequenti hanno sì portato refrigerio ma, al tempo stesso, anche danni nella conca di Bolzano e Gries. La vendemmia è cominciata con tempo ottimale nelle prime settimane di settembre, quindi un po’ in ritardo rispetto alle ultime annate. L’analisi organolettica del vino ci mostra che la strada tracciata con la 2018 continua ad essere percorsa: ritroviamo nel bicchiere un vino agile, dalla sostenuta verticalità e dalla rigida aristocraticità. Aromaticamente è ricco di richiami ai fiori bianchi, alle erbe di montagna, al salgemma, il tutto impreziosito da un tracciante agrumato di bergamotto. Al sorso è tutta tensione e progressione, con un finale inarrestabile quasi iodato.

L’annata 2020 di Terlaner I Grande Cuvée è figlia di una stagione estremamente complicata che, soprattutto a causa di un giugno freddo e piovoso, ha messo a dura prova i nervi dei vignaioli. Ancora giovanissimo nel calice, il Terlaner I Grande Cuvée ci ha fatto sobbalzare dalla sedia per la sua grande luminosità associata ad un’ottima dose di energia, dove un naso nordico e mediterraneo al tempo stesso anticipa un sorso penetrante e già molto espressivo in termini equilibrio. Chiude con una leggera nota fumè. Da conservare ancora per anni, ma buonissimo anche ora!

 

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