Per capire a che punto di ribasso e di assuefazione siamo arrivati nella consapevolezza della gente comune circa la differenza tra informazione e pubblicità, mi trovo a citare le parole di un – a suo modo incolpevole, in quanto non sa di che parla – ristoratore messe a commento di un post in cui l’autore si lamenta del crollo della professione giornalistica nel settore enogastronomico.
“Insta (sic!) – scive il commentatore – vale molto di più per gli utenti, foto, immediatezza e facile riscontro… Le rece sui social sono molto efficaci e a costo 0!”.
Le rece a costo zero…
Al cospetto di ciò, quello che resta dell’OdG batterà mai un colpo o davvero aspetterà di sprofondare trascinando giù tutti i suoi iscritti?
