A spulciare lo Zibaldone di norme, micronorme, eccezioni, eccezioni alle eccezioni e dettagli gabellati per norme partorite dalla fervida mente di Giuseppi, dei suoi dodicimila esperti e consiglieri, nonchè dei suoi mandanti politici, c’è n’è una che per cervelloticita’ le batte tutte, anche il capolavoro dei “congiunti”: è il divieto di mobilità transregionale.
Come se il virus si dovesse fermare a immaginarie dogane interregionali e, per passare, dovesse esibire un salvacondotto, per dirla con antico gergo burodiplomatico.
E come se lì, al varco, sempre secondo Giuseppi si capisce, dovesse trovare inflessibili doganieri, sempre regionali e sempre immaginari, pronti a dirgli “nisba! Ti conosco mascherina (appunto…). Di qui non si passa!”.
Ne consegue che se, da infetto, dalla molto contagiata Massa viaggio per trecento km fino alla poco contagiata Grosseto, va tutto bene. Se invece, da sano, da Arezzo viaggio per 40 km fino alle molto contagiate Marche, sono un pericoloso untore.
È una norma che, dalle mie parti, eufemisticamente si chiama spararsi sugli attributi. Ma essendo ormai chiaro lo spirito masochista di Giuseppi…