Lo hanno già sottolineato in tanti, ma forse fuori dall’ambiente la faccenda non è ancora abbastanza nota nella sua natura profondamente grottesca.
Tanto per capire in che razza di guano sguazzino la categoria giornalistica italiana e le loro istituzioni, si pensi che l’INPGI, l’istituto di previdenza dei giornalisti autonomi (diventato tale dopo che anni fa la cassa dei dipendenti è dovuta passare in fretta e furia sotto l’INPS per evitare il fallimento) ha da poco inviato agli iscritti una comunicazione di questo tenore: “Caro XY, entro il 31/7 dovrai versare la tua quota annuale di contributi. Per agevolarti, abbiamo pensato di offrirti la possibilità di un pagamento dilazionato in tre comode rate mensili, a decorrere dal 31/5/26”.
Avete letto bene, non ci sono refusi: l’AGEVOLAZIONE CONSISTE NEL COMINCIARE A PAGARE CON TRE MESI DI ANTICIPO.
Non bastano più i forconi, ci vuole il rogo diretto.