È COMINCIATO ‘NU RIPULISTI FINO…
Più che la proverbiale goccia, a fare traboccare il vaso poté il byte, o meglio il megabyte, volgarmente detto MB. O, meglio ancora, le caterve di MB, spesso al limite del GB, con le quali ottusissimi soggetti (mi rifiuto di chiamarli colleghi ed esito a chiamarli uffici stampa, categoria non meritevole di tanto generico dileggio) mi riempiono in continuazione la casella di posta mediante l’invio di comunicati l’insulsaggine dei quali è pari solo alla loro mostruosa pesantezza.
Una cosa è infatti – fa parte del gioco – ricevere comunicati di poco o punto interesse, pedanti e talvolta sgrammaticati. Un’altra è riceverne di tali, ma così ingombranti che ne bastano un paio per saturarti la casella di posta elettronica e bloccarla per ore.
Perché è chiaro: inviare un allegato di 40 MB equivale a dire a un amico che gli hai mandato un pacchetto e poi fargli trovare davanti al portone un frigorifero così grande che nemmeno puoi uscire di casa. O un elefante marmoreo a grandezza naturale.
Ergo, ho così proceduto:
– ho creato una black list di mentecatti inviatori di frigoriferi/pachidermi digitali;
– poi ho mandato un’email di avvertimento: ti diffido, salvo esplicita autorizzazione, a mandare allegati superiori ai 10 MB;
– ho quindi bannato i trasgressori marcandoli come spam irreversibile;
– mi sto infine accingendo a informare direttamente i loro committenti che l’ufficio stampa incaricato non solo non sa fare il suo lavoro, ma sta rompendo le palle, altrimenti dette (omissis), con odio perenne e malevolo del destinatario.
Riusciranno i nostri microcefalici eroi a capire che prima di azionare il ditino sul tasto “invio” occorre ragionare?
Vi terrò aggiornati…
