di LUCIANO PIGNATARO
Vigne Vecchie La Congregazione 2020, il Fiano di Villa Diamante, nasce dal primo vigneto dell’azienda fondata nel 1996 dal compianto Antoine Gaita. E sembra proprio fatto da lui.

 

Bevo questo straordinario bianco nell’ultima cena dell’anno da Mimmo De Gregorio allo Stuzzichino di Sant’Agata sui Due Golfi insieme ad una bella compagnia. Mimmo è uno di quei ristoratori che si è alfabetizzato sul vino a partire dagli anni ’90, appena la trattoria di famiglia fu aperta dai genitori. Allora entrare in questo mondo significava fare scoperte e soprattutto riuscire a guardarsi attorno sui prodotti e questa dote, unite ad una empatia che non esita a manifestare anche sui social, ha fatto fare il salto a questo luogo dove si mangia la cucina del papà Paolo, arzillo ultraottantenne. Insomma un posto che è piaciuto a Stefano Tesi (vero! ndr) e che di sicuro piacerebbe a tutti i Giovani Promettenti per la sua autenticità.
Mimmo ha curato i vini, creato una buona cantina, e da lui si trovano etichette sempre interessanti. Su una cernia cotta semplicemente al sale il mio dito punta alla bottiglia di Villa Diamante. Una etichetta da vigne vecchie, in realtà di poco superiore ai quarant’anni ma che ci emozionano perché sappiamo che sono state piantate e curate Antoine Gaita, uno che ci ha regalato prima di andarsene troppo presto, alcuni dei bianchi italiani più straordinari giocando sul Fiano e sulla sua memoria olfattiva di figlio di emigranti nel Belgio francofono.
Quando diciamo che qualcuno è andato via troppo presto vogliamo essere precisi e non nasconderci dietro una frase di rito in omaggio a chi ci ha lasciato. Ad occhio e croce Antoine avrebbe almeno le dieci vendemmie che ci separano dalla sua scomparsa e, statisticamente parlando, almeno le prossime dieci a dire poco perché è morto a 60 anni. Sicuramente ci avrebbe regalato altri capolavori e, un po’ come Luigi Tecce, avrebbe attraversato le mode da reel che imperversano con la tipica cocciutaggine dei vigneron di montagna, senza farsi condizionare da nessuno e così, trovandosi sempre davanti agli altri.
Memorabili suoi capolavori anche integri come la 1998, sua seconda vendemmia etichettata, la stratosferica 2005, la 2008 e ancora la 2012 perfetta e integra ancora oggi. Senza dimenticare le tre annate di Taurasi e un Greco.
I vini di Antoine parlavano di autenticità e di carattere e sono sicuramente suoi i migliori Fiano uscita dal difficile areale di Montefredane.
Ecco, il complimento che mi sento di fare alla figlia Serena e alla mamma Diamante è che questo Fiano sembra fatto da lui. A partire dal fatto che non è docg, tanto per citare la polemica da cui nacque il Clos d’Haut che ha anticipato il gusto dei vini naturali degli ultimi anni senza tradire la purezza del Fiano.
Così questo Vigne Vecchie La Congregazione che nasce da una particella del primo vigneto dell’azienda fondata nel 1996 e che quest’anno festeggia i primi trent’anni. Un vino che gioca sulla freschezza olfattiva fatta di agrumi, macchia mediterranea, brevi note di frutta esotica, principio di nota fumè a cui fa da contraltare una bella cremosità palatale e da una spinta eccezionale che si conclude con un sorso pulito, preciso, amarognolo. Non vi è dubbio che questa bottiglia potrà viaggiare nel tempo sino a quando non si decide di aprirla, ha tutte le carte in regola, come i vini di Villa Diamante, per allearsi con il tempo che passa e sfruttarlo per aumentare la complessità.
Che l’opera di Antoine continui con Serena che nel frattempo ha studiato enologia, è la prova che forse non tutto è perduto. Il costo sul web oscilla fra 70 e 80 euro e li vale tutti. Direi addirittura che è un vino da investimento. Affettivo prima ancora che economico e, per questo, decisamente più prezioso e longevo.

 

www.villadiamante.wine

 

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