E’ mancato oggi Giuliano Taddei, pioniere del giornalismo televisivo fiorentino, appassionato sciatore e molte altre cose. Come quella volta in Val Thorens…
Con i comuni amici scribacchini ti chiamavamo “The Voice“. E tu ne ridevi assai.
Del resto la tua voce e l’inconfondibile cadenza, non meno della chioma e degli occhialoni, erano il marchio di fabbrica dell’informazione televisiva privata fiorentina, tra cronaca e politica, sport e costume. Ti avevo conosciuto in video da studente e ti avevo ritrovato alle conferenze stampa da collega, a cavallo tra i ruggenti anni ’80 e i promettenti anni ’90. Non ci siamo risparmiati nemmeno barzellette e cinismi, battute e zingarate, come quelle sulla neve in Alta Savoia nel marzo del ’91, ti ricordi? Era un modo militante di fare informazione: ma a servizio della professione e non delle ideologie, come tanti attorno a noi avevano pericolosamente cominciato a praticare.
A modo nostro eravamo dei gaudenti capaci di tornare seri quando necessario.
Col volgere del millennio le cose hanno cominciato a declinare. Io ho lasciato Firenze e la salute ha cominciato a lasciare te. Ci siamo un po’ persi, ma ogni ritrovo era uno squillo. Poi nel 2015 ti ha lasciato Fabrizio, il tuo figlio-cameraman, ed è stato un colpo bruttissimo.
Mi piace ricordarti biancovestito sulle piste della Val Thorens a flautare in francese: “Ah, l’amour…“. Solo che ancora una volta non riesco a ritrovare quelle maledette vecchie foto dei tempi eroici, disperse nei cassetti. E devo accontentarmi di questa foto rubata a Repubblica (che ringrazio).
Oggi ci ha lasciato Giuliano Taddei. Aveva 86 anni.
