Il proteiforme Andrea Gori dà alle stampe un “Manuale di conversazione sui grandi vini dolci” che con dovizia di informazioni e agilità di esposizione anticipa un rilancio già nell’aria.
Il primo pregio di questo libello dato di recente alle stampe da Andrea Gori, “Manuale di conversazione sui grandi vini dolci” (Trenta Editore, 1923 pagine, 15 euro), è che tiene fede alle premesse del titolo: è davvero un manuale, per dimensioni, impaginazione, veste editoriale e linguaggio utilizzato. Il secondo pregio è che il volume sa intercettare le tendenze in atto o in prospettiva: da un lato l’interesse sempre maggiore dei consumatori (secondo il mio punto di vista anche troppo, ma è un’opinione personale, o forse no: lo chef e prefatore Vito Mollica sembra infatti pensarla come me) agli abbinamenti cibo-vino, con ampie sezioni del volume dedicati proprio al giusto pairing delle varie tipologie, dall’altro il trend – più sottile, ma che da un po’ si annusa nell’aria – verso il rilancio prossimo venturo dei vini dolci, mentore l’evolversi dei costumi, dopo tanti anni di crisi scoraggiante. Il terzo pregio, non da poco, è la pacatezza e la competenza con cui l’argomento viene affrontato dall’autore, che gira largo dai tecnicismi gratuiti senza però risultare superficiale o omissivo e si astiene pure dalle banalità compiacenti a cui una trattazione didattica poteva indurre.
Tanto premesso, il libro spiega bene e con chiarezza cosa sono i vini dolci e come si classificano. Il che non è poco. Dopodichè passa in rassegna le principali tipologie, da sua maestà il Sauternes ai fortificati iberici, passando attraverso la Malvasia, il Moscato, i passiti centroeuropei, il Recioto, i bianchi dolci italiani e ovviamente il Vinsanto, materia sulla quale l’autore gioca in casa. Per ognuna si dà ampiamente conto delle tecniche di produzione e si fornisce un sintetico apparato di assaggi, in modo che il manuale, senza pretese di esaustività, possa anche fungere da mini-guida sulla materia.
Il bersaglio mi pare dunque centrato: la lettura è agile, le informazioni sono tante e il formato è di quelli che inducono a tenere il libro a portata di mano per compulsazioni frequenti, come si conviene a un bravo manuale.
