di LORENZO COLOMBO
Vino Rosso “Perorossino” 2018 Mon Carul Calatroni: da vigne in Oltrepò vecchie 70 anni e piantate con le varietà all’epoca considerate di scarto, un gran bel vino nato all’ombra d’un pero.

 

La Calatroni è stata fondata nel 1964 ed è attualmente gestita dalla terza generazione, i fratelli Cristiano e Stefano Calatroni. Si trova il loc. Casa Grande, nel comune di Montecalvo Versiggia (PV) e dispone di 28 ettari vitati per una produzione che s’aggira sulle 180.000 bottiglie all’anno.

Due le linee produttive, la Calatroni Metodo Classico, riservata alla produzione di Oltrepò Pavese Metodo Classico da Pinot nero (cinque etichette per circa 100.000 bottiglie) e la Mon Carul (sette etichette), marchio creato da Stefano Calatroni per identificare i vini prodotti dai vitigni autoctoni e alloctoni più diffusi in Oltrepò Pavese.

Il vino che andiamo ad assaggiare è tra questi: vi troviamo Croatina, Barbera, Uva rara e Moradella come pure gli Riesling renano, Riesling italico e Pinot nero. Mon Carul è infatti il nome dialettale di Montecalvo Versiggia ed è composto da due sinonimi: la parola romana mons (monte) e l’antico ligure car, con cui quel popolo indicava il monte.

Il Perorossino – spiega il sito aziendale – prende il nome dalle foglie del pero situato nel mezzo dell’appezzamento, che si tingono di rosso in tempo di vendemmia. Fu nonno Luigi a impiantare questo vigneto poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, mentre era ancora mezzadro. Non potendo mettere a dimora varietà pregiate a causa delle ristrettezze economiche, il nonno scelse vitigni autoctoni all’epoca considerati di minor valore. Oggi quei vitigni, prodotti con rese bassissime da piante di 70 anni, arricchiscono l’uvaggio del Perorossino, dandogli un carattere unico”.

Il vigneto, che ha un’età media di 70 anni, è situato a 420 metri d’altitudine su suolo argilloso con esposizione Est, Sud-Est ed è condotto a Guyot con densità d’impianto di 4.000-4.500 ceppi/ettaro.

Le uve vengono raccolte tra la fine di settembre e l’inizio d’ottobre, la fermentazione si svolge in vasche d’acciaio con una macerazione di circa tre settimane, sempre in acciaio il vino s’affina per oltre un anno.

Il suo colore è granato profondo con unghia che inizia a presentare leggeri riflessi aranciati. Intenso al naso, ampio ed elegante, dove oltre al frutto ancora ben presente, ovvero prugna secca e ciliegia matura, con accenni di confettura, vi si colgono sentori terziari che rimandano al sottobosco ed alle radici, leggeri accenni speziati di vaniglia e pepe rosa, nota alcolica leggermente in evidenza. E’ dotato di buona struttura con tannino deciso ma vellutato, vi si ritrovano le note di prugna e ciliegia matura, sentori di liquirizia e cioccolato, lunghissima la sua persistenza.
Un vino dalla notevole qualità.

 

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