Con quella consolante sensazione di deja vu che mescola noia strisciante e brividi di attesa, siamo ormai alle soglie del fatidico Vinitaly, l’appuntamento dove forse andare non serve, ma mancare è uno sbaglio.
Se n’è già scritto e anche ironizzato in abbondanza, da parte mia in primis. Un pensiero deve andare però anche all’oggettiva importanza dell’evento e a chi seriamente ci lavora.
Resta solo un ultimo quesito prima di approdare sulle sponde dell’Adige: il rutilare di inviti, annunci e relativi comunicati si arresterà domani, giorno dell’apertura ufficiale della fiera, o proseguiranno in corso d’opera, sollecitando la partecipazione ad eventi svoltisi il giorno prima?
Vi sapremo dire.
