Il cazzeggio mattutino di oggi è dedicato a uno dei vizi più diffusi tra tifosi e militanti (consapevoli di esserlo o meno) di ogni tipo, ossia il doppiopesismo. Il quale, alla fine, si traduce in una doppia morale. Di esso non mi irrita l’ipocrisia, ma la buona fede. Cioè il fatto che il doppiopesista, in virtù del paraocchi dettato dall’ottusità, non si rende affatto conto del proprio strabismo. E lo sbandiera, lo agita, ne abusa, lo impugna come una clava, beato e sostenuto dal consenso della stragrande maggioranza della gente, che in fondo è quasi tutta come lui. La fortuna del doppiopesista sta esattamente in questo: non sapere di esserlo. Ciò che da un lato lo rende migliore, ma dall’altro meno tollerabile di chi predica bene e poi razzola male.
Con questo sussulto di ottimismo mi avvio a cominciare bene la giornata.
