E’ incredibile e inaccettabile che nel 2026 esistano ancora forme surrettizie di schiavismo annidate in tanti settori del lavoro. Prendiamo il caso dei corrieri. Ha fatto benissimo quello arrivato poco fa a casa mia che, aperto il portellone del furgone, ha preso il pacco e l’ha lanciato al di là del cancello, incurante del contenuto.
Che diritto avevano il datore di lavoro, il mittente, o perfino io – pur tutti paganti, sia chiaro – di pretendere che il tizio depositasse il tutto delicatamente o, cosa da veri crumiri, addittura avvisasse della consegna suonando il campanello? Alzare il braccio e premere il pulsante è un’attività notoriamente usurante, impegnativa cardiologicamente e fonte di ernie, a cui la medicina del lavoro ha dedicato tomi su tomi di ricerca.
Suonare il campanello, oltre a richiedere uno sforzo disumano, è inoltre fuori mansionario, un extra che va sindacalmente garantito attraverso la corresponsione di un’indennità riconosciuta contrattualmente.
Che diamine!
