A Roma una “folla inferocita” dà di assassini agli agenti provinciali che abbattono una scrofa di cinghiale con prole intrufolatasi in un parco-giochi.

Emotivamente parlando, lo comprendo.

Poi però c’è gente che, altrettanto comprensibilmente, si indigna se non peggio perchè cinghiali e altra fauna selvatica vanno a banchettare nei cassonetti e per le vie delle città, ovvero non proprio il loro habitat.

Per non dire di incidenti stradali con relativi morti e feriti.

Occorre capire che gli animali sono una cosa bellissima, ma che il loro abnorme proliferare non è affatto una cosa “naturale” e che costituisce un danno per gli animali stessi, oltre che per la società. Società che deve amarli e rispettarli in un rapporto di ragionevole convivenza, senza ideologie fanatiche che pretendano di trasformare il mondo in un’asettica giungla d’asfalto o in una foresta selvaggia dove l’uomo è un ospite poco desiderato.

Il punto, infatti, è che la famigliola di cinghiali, in un parco-giochi, non ci sarebbe dovuta arrivare.

Qualcuno allora di sicuro dirà: e gli orsi? E i lupi?

Fintanto che orsi e lupi stanno nel loro ambiente naturale e in equilibrio con le altre specie, umani compresi, mi pare un non problema: occorre fare di tutto perchè vivano e prosperino.

Io sono favorevolissimo e li difenderò a oltranza.Se e quando, però, esondano in modo patologico – cioè non in casi rari o isolati, ma sistematicamente – occorre prendere provvedimenti. Che vanno pensati al momento e in relazione al contesto, non a priori e in modo “politico”.

Chi va nei boschi in montagna o in campagna, deve sapere che può incontrare un lupo, o un orso o un falco, come una vipera. Chi subisce un danno economico e non da questi animali dev’essere non solo congruamente risarcito, ma addirittura “premiato” perchè, in qualche modo, sopporta la loro presenza e, così facendo, la agevola, come è giusto che sia, dando così un contributo all’ambiente e alla società stessa.

Ma nei centri abitati non può esserci spazio per cinghiali, lupi o orsi, che vanno non abbattuti, bensì dissuasi ed anzi abituati a non avvicinarsi.

Il resto sono isterismi deprecabili.

video.corriere.itCinghiali uccisi a Roma, la folla inferocita: «Assassini. Vergogna»