Mi scuso preventivamente con tutti i “dottor Barucci” del mondo, tranne quello che presta il proprio nome al mezzuccio messo in atto da una mentecatta di un call center per cercare di mandarmi a casa qualche piazzista sotto mentite spoglie.
Mi chiama, col brusio di sottofondo tipico degli open space, una tipa dall’accento milanese che con fare deciso si presenta come la “segretaria del dottor Barucci” e mi chiede di passarle il “titolare”.
Io ovviamente mangio la foglia e le dico che non ho capito nè chi chiama, nè chi è cercato.
Con tono infastidito e quasi sbrigativo la tizia ripete di essere “la segretaria del dottor Barucci” e che cerca “il titolare”.
Io: “Titolare di cosa?”
Lei (spazientita): “Dell’azienda”.
Io: “Di quale azienda?”
Lei (spiazzata): “Ma non è un’azienda? Ho sbagliato numero?”
Io: “Se mi dice che azienda cerca, lo vediamo subito”.
Lei (che evidentemente ha solo un elenco di numeri e ignora il nome dell’azienda): “Ma lei è il titolare?”
Io: “Dipende di cosa, se mi dice che azienda cerca glielo dico”.
Lei: click.
Io: vaffanculo.
State in campana, il dottor Barucci vi cerca…