Lo so, anzi lo ammmetto: sono un troglodita digitale e un a-social (senza la e). Insomma non solo non ci capisco niente, nè tecnicamente e nè concettualmente, ma proprio mi rifiuto di entrare nella logica del meccanismo omologante e globale che, ormai, a tutto sovraintende e, massime, sovravende, ovvero FB e dintorni.
Chiarito questo, ho comunque maturato perfino io la sensazione di essere vittima di quelli che definirei “furbastri digitali”. Quelli che, cioè, approfittando un po’ della tua distrazione, un po’ della tua buona fede, un po’ della tua evidente dabbenaggine e un po’ del tuo candore, ti usano per i loro scopi dissimulandosi dietro lo schermo della sempre virtuale amicizia.
Altrimenti spiegatemi questo: perchè (astutamente) certuni prima ti chiedono il permesso di iscriverti a “gruppi” FB da loro creati su temi di tuo probabile o quasi certo interesse, ma poi impostano il tutto in modo che tu non possa in alcun modo interagire nè tantomento pubblicare nulla sul gruppo medesimo?
La risposta che mi sono dato è che il tuo ruolo, anzi la tua funzione è solo quella di starci dentro, di essere un “membro” del gruppo, probabilmente perchè poterti annoverare tra gli iscritti si pensa possa, oltre che fare numero, dare una sorta di prestigio, di referenza, di credibilità al gruppo stessodare anche fiato e pertanto ai fini (come minimo personali, quando non esplicitamente commerciali) che esso, tramite il suo creatore/amministratore, persegue.
Bene, direte, era ora che ti svegliassi!
E avreste ragione!
Solo che, adesso che mi è saltata la mosca al naso, prevedo un torrenziale ripulisti di “membership”.
Così, tanto per vedere se il furbastro se ne accorge e se magari commenta, o perfino pietisce.
Dopodichè…