Da dieci giorni buoni hai acquistato un costosissimo biglietto sul Frecciarossa Milano-Firenze delle 18.10, ovviamente con biglietto personale, user, password, invio del pnr via email e sms ed altre mille diavolerie digitali. Insomma non hai scampo: tutto confermato.
Già all’andata però, a causa dell’incidente di Lodi, al momento della partenza ti dicono che il treno dovrà deviare e perdere 35 minuti. Ma non potevano avvertire, pensi, con la solita email o sms? Che cialtroni. Comunque, pazienza.
Poi a Milano fai prima del previsto, vai in stazione e per il ritorno chiedi di prendere il treno delle 16.10.
“Ci spiace, tutti i posti sono esauriti” ti rispondono.
Così passi due ore a bighellonare nell’attesa.
Torni alla stazione una mezz’ora prima della partenza e, stropicciandoti gli occhi, sul tabellone leggi che il tuo treno è stato cancellato!
Come, cancellato? Ma se meno di due ore fa era talmente confermato che non c’era posto?
“Vi abbiamo avvertito via email e sms e vi riproteggeremo sul treno delle 19.10”, dice l’addetto di Trenitalia.
Io però non ho ricevuto alcun avviso. Il mio compagno di viaggio, nemmeno. Altri viaggiatori, neanche.
Gente che deve prendere bambini, ha appuntamenti e coincidenze o aerei va giustamente nel panico.
Di fronte alle proteste, senza fare una piega l’addetto dice che loro “non sono responsabili delle coincidenze con altri mezzi di trasporto” (sic) e che se dalla cancellazione ricevo un danno posso fare reclamo ed eventualmente andare in contenzioso con Trenitalia.
Nessun accenno al mancato (e dovuto) preavviso.
Dopodiché si gira dall’altra parte.
Mentre io penso che di questa puntualità pretesa, ma strabica, ne ho pieni gli zebedei.