Il grottesco gioco dell’oca fatto sulla pelle degli autonomi (e di chi ruzza a fare l’autonomo) segna la data dell’11/6. Mal che vada, una settimana dopo. Intanto, per la gioia di Fnsi e Fieg, la firma del contratto e le scadenze della legge si avvicinano.

Ci informa l’agguerritissimo (bravo!) presidente dell’OdG, Enzo Iacopino, che oggi, in occasione della 3.546° puntata di Beautiful ops!, volevo dire delle riunioni della commissione per l’equo compenso (in ritardo di appena 83 giorni sull’ultima scadenza e di 18 mesi su quella “naturale”) – sarebbero state fissate le date, anzi le scadenze, diciamo pure perentorie, date al Gatto e alla Volpe, riops!, volevo dire a Fnsi e Fieg, per presentare la famosa “proposta congiunta“.
Proposta che, riferisce sempre Iacopino sul suo profilo FB, secondo il Governo stesso “…pare di capire non ci sarà”. E ho detto tutto.
Le date sarebbero le seguenti: l’11/6 per la “congiunta” (io lo chiamerei incesto) e il 18/6 (lo presumo, visto che il presidente parla solo di “settimana successiva“) per la proposta governativa in mancanza della prima.
Insomma, saremmo alle porte del solstizio d’estate, la notte più corta dell’anno per una categoria che da anni vive la notte più lunga, e forse esiziale, della sua gloriosa storia.
Ce la faranno i nostri eroi?
Ne dubito.
Ne dubito sia nel senso che, da qui a venti giorni, dei maestri della materia come Fieg e Fnsi di inciuci ulteriormente dilatorii ne escogiteranno a decine; sia nel senso che, comunque, per la via e i modi e i criteri che ha intrapreso, qualunque accordo si trovi sull’equo compenso, esso sarà tanto insoddisfacente quanto inutile.
E ne dubito, infine, perchè l’occasione è troppo ghiotta per non indurre le parti in (più finta che vera) causa a rinunciare a puntare alla scadenza tombale dei termini, insomma al triennio oltre il quale, ex lege, la commissione non potrà essere prorogata. Mancano ad oggi 605 giorni, 490 ne sono inutilmente trascorsi e la metà di giugno sarà, anche in questo senso, un magnifico solstizio.
Il pie’ di porco per scassinare il forziere si chiama “tabella”. Anzi, “tabelle“.
E’ lo scellerato sistema che si è adottato per rendere l’equo compenso inutile ai fini sostanziali, ma utilissimo ai fini della chiusura del ccnl che, nell’omertà più assoluta, il (vostro) sindacato mira a siglare con magico tempismo.
Insomma, un’altra sceneggiata. Un’ennesima ammuina.
Recitata la quale, c’è da giurarlo, migliaia di sprovveduti inneggeranno al successo.
Poveretti.
E poveri noi.