Raramente mi occupo di politica, tema miope che tengo nella minima considerazione. E neppure sono un gran sostenitore di queste tardive Olimpiadi-spot in un ex paese emergente che ora non sa come giustificare la buffonata di una simulata spensieratezza decoubertiniana tra favelas e palesi contestazioni.
Non posso però omettere la nauseante untuosità con cui Renzi si sta servendo dei Giochi e dei nostri (più o meno inconsapevoli) atleti per ammannire un’operazione-simpatia dalle palesi finalità autunnal-referendarie.
Passino la presenza all’inaugurazione di Casa Italia e alla cerimonia d’apertura, ma già esibirsi in tuta sportiva ad uso telecamere e teleobbiettivi è irritante.
La sceneggiata della finta partecipazione agli allenamenti degli atleti è però al limite dell’insopportabile.
Limite tuttavia ampiamente superato dallo strombazzatissimo invio di sms ad personam agli sportivi azzurri più o meno medagliati, sms dei quali gli interessati danno subitaneamente, come detto sopra, notizia: più o meno indotta o interessata o suggerita o complice o ingenua.
Poi si diceva del Berlusca che per raddrizzare i sondaggi comprava i giocatori.
Questo li raddrizza anche con le medaglie mancate, attese, presunte, sperate.
E, c’è da giurarci, ci sarà anche chi ci casca.