Ammetto di avere finora un po’ snobbato la questione, ma adesso fatico a capacitarmi.
Il ministro Azzolina, quella che “gli studenti non sono un imbuto”, straparla di banchi a rotelle sui quali starebbe anche il Rocci.
Li ho visti, sembrano i girelli per bambini o per anziani incerti sulle gambe, oppure banali carrelli da servizio.
Abbiate pazienza e spiegatemi una cosa: a che servono le rotelle, a parte costringerci a comprare non so quanti milioni di nuovi banchi rotabili?
Servirebbero a spostarli più facilmente onde mantenere meglio le distanze tra gli alunni? Non vedo altra ragione.
Ma scusate, che ci vuole a spostare un banco senza ruote? A scuola, generazioni di bidelli e di studenti li hanno spostati quotidianamente senza problemi.
Ma è uno scherzo? Uno scherzo, dico, al netto delle gimcane, le gare, i ruzzoloni, gli scontri, l’indisciplina, i danni che immancabilmente ne deriveranno, con isterismo collettivo di genitori e professori, interminabili regolamenti sulla sicurezza e le “buone pratiche” (morte a chi ha inventato questa locuzione, a proposito) sul loro uso, infiniti sinistri, richieste di risarcimento danni e cause civili e penali connesse, ridicoli aggravi delle responsabilità per chiunque.
Ma non bastano la buffonata dei monopattini e i decenni di esperienza coi carrelli dei supermercati, le bici “pubbliche” vandalizzate e finite nei fossi, tutto l’apparato di sciocche quanto demagogiche pensate dei politicanti o degli ebeti di turno?.
Possibile che nessuno ricordi di essere stato bambino e non rammenti quale micidiale strumento di divertimento può essere per uno scolaro un banco singolo con le ruote sotto?
Mi pare che le uniche rotelle serie di cui parlare siano quelle che mancano nella testa di chi propugna simili sciocchezze.