Non mi risulta che FB sia un toccasana per il fegato.
E infatti un mio bilioso amico, che anzi ho appena scoperto essere ex, ne soffre, con evidenza, parecchio.
La sua biliosità si esprime in due modi.
Nella tendenza ad attaccare a testa bassa, sebbene brillantemente, ciò che non gli pare meritevole della sua approvazione e nella costante intolleranza che manifesta verso qualsiasi tipo di dissenso.
Tale seconda sindrome si aggrava quando si avvede – tardi, di norma – che la causa degli inevitabili contrasti nati dal quel dissenso, da lui stesso alimentato, è attribuibile solo al suo carattere tendente all’iracondo. Un iracondo snob, per carità. Che però, alla fine, affiora sempre. Fatalmente.
Cova forse qualche complesso legato al suo passato professionale, non è chiaro se perchè ritiene di non aver ricevuto i riconoscimenti secondo lui dovuti o perchè, in fondo in fondo, si vergogna un po’ di aver galleggiato girando alla larga da certi settori militanti per i quali si sentiva tagliato.
Noto per le sue sceneggiate pubbliche, sia digitali che reali, si illude che l’ostentazione del disprezzo per il prossimo nuoccia più al prossimo medesimo che a lui.
Gli consiglio una vacanza a Chianciano, un bicchierino di Amaro Medicinale Giuliani e pure il Callifugo Ciccarelli.