Poi dite che sono irascibile, mentre in realtà sono solo uno che ha il coraggio di raccontare, tra la rabbia e l’ironia, le disgrazie alle quali la cupola buropoliticofinanziaria ci sottopone.
Questa è di stamattina e ne supera parecchie.
Arriva un sms: rifiutato pagamento tramite la tua carta MPS/Mastercard (sì, quella che c’è per tutto il resto), chiamare l’assistenza al numero stampigliato dietro la carta.
Chiamo e mi risponde dall’oltretomba la solita voce preregistrata del Golem, stavolta femminile-acida. Dice di premere 1 per i servizi e poi di digitare il numero di carta. Lo digito e lei dice che è sbagliato, ma siccome “è stato raggiunto il numerro massimo di errori”, mi riattacca. Come numero massimo, se è la prima chiamata?
Vabbè, penso, è comunque colpa mia, devo stare più attento.
Ripeto l’operazione dodici (cioè 12, ovvero uno-due) volte, sempre col medesimo risultato.
L’ira comincia a salire.
Chiamo la mia banca. Dicono di non poter fare nulla perchè bisogna chiamare l’assistenza. Gli spiego che è l’assistenza ad avere bisogno di assistenza, possibilmente psichiatrica, visto il funzionamento.
Impietosito, l’impiegato mi dà il numero riservato alle filiali, suggerendomi di spiegare il problema a chi mi risponderà.
Eseguo.
Un cortese impiegato mi ascolta ma mi conferma che l’unico modo è chiamare il numero dell’assistenza, “magari – consiglia – digitando l’opzione per la sospensione della carta” in modo da avere un interlocutore fisico a cui spiegare tutto.
Lo faccio e mi risponde una tizia acidissima e seccatissima, come tutte le sue colleghe evidentemente ignara del fatto che se è lì a sbeffeggiare i clienti è grazie allo stipendio che i clienti stessi contribuiscono a pagarle.
Con tono di compatimento mi dice di “fare più attenzione” a digitare correttamente il mio numero di carta, che non le risultano segnalazioni di un malfunzionamento del numero assistenza clienti (al che, piuttosto alterato, le dico di prendere nota del mio, che vale per dodici) e, pertanto, di riprovare.
Riprovo due volte, e sono quattordici, e ovviamente senza esito.
Richiamo la banca.
Mi chiedono se mi sono registrato al portale. Rispondo di no, perchè: 1) nessuno mi ha detto che fosse necessario, b) che anche se l’avessi fatto, non sempre si è davanti a un terminale, soprattutto quando si usa una carta di credito, a baloccarsi e 3) non si capisce perchè se finora tutto ha sempre funzionato senza portale ora non debba, senza preavviso funzionare più.
Morale: la carta di credito non funziona e non sai perchè, non hai nessuno a cui chiederlo, il sistema buropoliticofinanziario di cui sopra praticamente ti obbliga a comprare anche il pane con la carta medesima e tu, in sequenza auguri ogni male alla banca, alla carta, ai manager, ai dirigenti, agli impiegati, al call center, alle loro associazioni e consociazioni.
Dopodichè vai in filiale, fai un bel prelievo di contanti, li metti belli croccanti nel portafogli e vai in quel posto a tutti loro.