Ho scioccamente dedicato una considerevole parte del mio tempo a leggere le 53 pagine del “Rapporto finale degli esperti per il Presidente del Consiglio dei Ministri etc etc”, insomma il parto del gruppo di lavoro presieduto dal quasi albionico Colao e contenente gli imprescindibili suggerimenti alla nazione per il post-covid.
Con tutto il rispetto per tutti, Colao ed esperti compresi, il ponderoso dossier contiene la stessa congerie di ovvietà che un qualunque italiano medio, mediamente scolarizzato e con uso di mondo avrebbe individuato alla luce delle croniche e, appunto, ovvie necessità nazionali.
La cosa risulta per questo particolarmente irritante: viviamo in un paese in cui ciò che è necessario fare è da sempre sotto gli occhi di tutti e spesso sarebbe pure semplice da realizzare, ma nessuno lo fa, per l’effetto perverso dei divieti incrociati tra poteri in conflitto tra loro e perchè la logica dell’opportunità politica prevale per definizione su qualunque altro e pur cogente bisogno.
In preda allo sconforto, non mi addentro nei dettagli.
Mi dolgo dell’unica lacuna del documento: un consiglio a Giuseppi sulla brillantina da usare.