Prima ancora delle sue vittime, va rispettata la morte. In sé e un po’ anche per scaramanzia.
Ora, quella che vedete è una tomba, un loculo. Pronto all’uso. Una buca ad altezza d’uomo in una parete già piena di altre sepolture.
Mi chiedo: ma che senso ha, che scopo o giustificazione può avere, a cosa mira o non mira abbandonarci dentro, o tirarci, una bottiglia di plastica vuota?
Non è un oltraggio, perché non è così grave e perché il loculo ancora non ha padroni. Non è una dimenticanza, perché la bottiglia non è appoggiata sul bordo ma è dentro, oltre la metà, dove per arrivare bisogna gettare, lanciare.
E poi, in un luogo come quello e in un’atmosfera come quella, a chi mai può accadere di aver voglia di lasciare un rifiuto? A un bimbo scemo? A un muratore annoiato? A un congiunto altrui che non ha di meglio da fare o pensare?
Questa bottiglia di plastica mi ha colpito più di quanto avrebbe fatto un atto vandalico o una scritta con lo spray, perché è il sintomo di un distacco, un menefreghismo, una sinecura e un’inconsapevolezza sconcertanti. E’ una cosa inutile.
Da quanto tempo è lì e come è possibile che nessuno l’abbia notata, segnalata, rimossa?
Raramente mi è capitato di vedere cose più fuori posto in luoghi più sbagliati.