Per favore non ditemi che così va il mondo, che è la globalizzazione, che sembro Donchisciotte, eccetera: lo so già.
Nemmeno pretendo di fare la rivoluzione o, meglio, la restaurazione di un pallone che non c’è più.
Ma la tristezza di vedere cinesi che forse nemmeno sanno dov’è Milano e che certamente ignorano il senso del calcio-passione come lo concepiamo noi, pateticamente dipinti perfino in viso con colori di Inter e Bilan, brandendo striscioni di cui non conoscono il significato (magnifico il tipo che ostenta fiero una sciarpa, con la scritta a rovescio però), impegnati a scimmiottare le peggiori sceneggiate viste in tv del tifo nostrano, è una cosa di una tristezza abissale. Il provincialismo del tifo globale fa impallidire perfino quello del tifo rubentino. Non me lo sarei mai aspettato.