Ma se voi foste un dirigente di calcio, o anche di un qualunque altro settore purche’ iperprofessionistico e miliardario, lo prendereste sul serio un interlocutore che lascia il suo procuratore e affida gli interessi professionali alla moglie-soubrette fino a prova contraria del tutto digiuna di dinamiche calcistiche?
A me gia’ questo basterebbe, a prescindere da torti o ragioni, per perdere ogni fiducia nel giocatore e nelle sue capacita’ di discernimento.
E se fosse una pantomima, anche peggio.