Di ND si parla sempre troppo. E a sproposito. Eppure, fuori dall’oleografia, di cose da scoprire ce ne sono tante. Non alludo all’amore per lui di Sandy Denny o a quello, presunto, di lui per Joe Boyd. Parlo di Molly, sua madre.

Soundtrack: “Night is my friend“, Tracey Thorn/Molly Drake.

Lo ammetto: non mi so immaginare un Nick Drake vecchio.
Eppure oggi lo sarebbe, o quasi: il 19 giugno, cioè ieri, avrebbe compiuto 68 anni.
Qualcuno obbietterà che nemmeno Janis Joplin, nè Jimi Hendrix, nè Brian Jones si riesce oggi ad immaginarli da vecchi.
Certo, ma che c’entra?
La differenza però è tanta: loro sono stati celebrati in vita almeno quanto da morti, sono poi finiti nei coccodrilli, nei poster e negli adesivi catarifrangenti da appiccicare sull’Ape Piaggio.
Drake è diventato invece, molto tardivamente, oggetto di un culto un po’ oleografico e fastidioso, pieno di luoghi comuni.
Quelli erano diavoli, lui un angelo perduto. Secondo la vulgata corrente, naturalmente.
Ho invece qualche dubbio che fosse davvero così. E pare strano che a nessuno dei suoi ormai copiosi biografi non sia mai venuto in mente di andare a indagare come fosse il vero Nick Drake. Non quello tramandato dall’agiografia musicale, nè dalla leggenda, nè dai ricordi pietosi di genitori e amici.
Rassicuratevi: non sto minimamente cercando di ridimensionare la grandezza dell’artista e neppure dell’uomo, per il poco che si sa di quest’ultimo.
Un musicista grandissimo, non ci piove. E chi se ne frega chi era nel privato, si dirà.
Beh, sì. Ma fino a un certo punto.
Perchè esplorare ogni piega della personalità è indispensabile, quando si parla di artisti luminosi.
Ecco, io per esempio, dopo letture d’ogni tipo su ND, incluso il folgorante ritratto fatto su di lui da Rob Young sul fondamentale “Electric Eden” (sia lode al Bonzecca per avermelo segnalato), mi sono andato a cercare e a scandagliare il disco nella foto. Quello in cui Tracey Thorn, l’ex voce degli Everything but the Girl ed ex partner del nickdrakeianissimo Ben Watt (sentire per credere il suo “North Marine Drive“) anni fa ha inciso alcune canzoni della mamma di Drake, Molly.
Poi mi sono andato a sezionare l’anche più esplicito “Molly Drake”, la raccolta di 19 canzoni riesumate da casa Drake e pubblicate nel 2013 dopo il restauro dei nastri degli anni ’50 compiuto da John Wood, l’ingegnere di Nick.
Famoso, in proposito, il commento di Joe Boyd, già produttore di Nick Drake: “L’anello mancante per ricostruire la vita del musicista“.
Potrebbero sembrare parole un po’ risapute, perfino ruffiane.
Ecco, allora ascoltate in serie prima “Fruit Tree” e poi “Poor Mum“.
Dopo ne riparliamo.