È la stagione dei saldi, a 360 gradi.
E in effetti, pensandoci, ci vuole poco a pavoneggiarsi dandosi in pasto al popolo socialbovino.
Bastano un’espressione pensoso-patibolare (si sa, alle donne piacciono i tipi problematici, almeno in foto) oppure un bel vestitino scollato con niente sotto (infallibile contropartita maschile di quanto sopra: le tette in vista sono tette in vista), cappello o occhiali da sole anche se è notte fonda perché dà un’aria da giobba, bicchiere in mano per i necessari sottintesi me-la-godo-me-ne-intendo-me-lo-posso-permettere-io-ci-sono-e-voi-no e il gioco è fatto.
Un selfie o il fotografo pagato apposta per fare pseudoselfie ma fatti bene, postare su fb e via: anch’io posso concedermi il brivido di recitare per un attimo la parte dello pseudovip.
Ma avevano ragione Anna Oxa (Un’emozione da poco) o gli Steely Dan (You can’t buy a thrill)?
Sì, lo so, sono forse innocenti evasioni.
Ma poi uno si confronta coi gaudenti veri e dovrebbe venirgli la depressione. O almeno qualche dubbio.