Comprai “Deja vu” di CSNY nel febbraio del 1976, dopo accaniti risparmi. Era il disco n. 20 della mia collezione e già mi chiedevo se fossero troppi. Di sicuro, pur senza dirlo, se lo chiedeva mio padre.
Burbero, ma in fondo cedevole: alla fine, dopo anni di insistenze, mi comprò uno stereo vero, sebbene di seconda mano.
Il primo lp che ci ascoltai, per mesi, fu appunto Deja vu.
Ricordo distintamente l’odore del vinile e quello del plexiglas del piatto Pioneer PL12D (ovvio, ce l’ho ancora), l’attacco di “Carry on” e tutte le distillate, indimenticabili emozioni che un solo disco ascoltato millanta volte ti dava.
Oggi, 41 anni e parecchie migliaia d lp dopo, mi trovo mezzo malazzato a rimontare uno stereo. Prendo a caso dalla pila un disco per provarlo. CSNY 1974. Cazzo. Pezzo a caso: “Helpless”. Ricazzo.
Ripenso ai noti concetti: Young il poeta, Stills il musicista. Poi arrivano “Guinevere” e il lirismo di Crosby. Boia, ma che musicisti erano questi?
Il nuovo ampli (grazie Gabrio Corsoni!) pompa i bassi, i tamburi vibrano, le tastiere volano. The love the one you’re with!