In aeroporto​ mi piego, come tutti e per necessità, ai controlli di sicurezza, sebbene si facciano sempre più soffocanti e a volte un po’ ridicoli (resto convinto che attenterebbe meglio una cintura nera a mani nude di me col bazooka).
Ma non è questo il punto.
Il punto sono gli addetti.
Comprensibile il nervosismo annoiato, ma sempre composto, dei poliziotti.
Meno assai quello aggressivo, scontroso, brusco e provocatorio di certi “corpi” privati, con personale abbigliato tipo NYC Police Department e ghigna da ispettore Callaghan, sebbene gli interlocutori non sia gangster ma pensionati scalzi, coi pantaloni in mano causa mancanza di cintura e retina sui capelli grigi.
I rambi con le ali, e le donne, lo dico esplicitamente, sono anche peggio. Ti trattano come fossi una via di mezzo tra un cretino e un bovino.
Alla stronzetta che mi pungolava ho risposto “muuuuuuu…”, ma l’ebete non ha capito.
È sempre lì che digrigna i denti con la mano sul calcio della pistola. Magari la pistola glielo desse, un calcio.