Visto che le panzane hanno pure il coraggio di metterle per iscritto, anzi addirittura sul “tracking” delle consegne, e che le panzane medesime sono talvolta tali da integrare la fattispecie della calunnia (ampiamente dimostrabile, oltretutto), oggi sono fortemente tentato dal fare esplicitamente il nome del corriere cialtrone più cialtrone di tutti con il quale ho purtroppo a che fare.
Ovvero quello che da giorni, sul “tracking” preavvisa falsamente una consegna, poi scrive di non aver trovato nessuno (falso), poi scrive di aver concordato con me (!) la consegna per il giorno dopo (falso), poi nemmeno il giorno dopo consegna ma riasserisce sempre per iscritto di non aver trovato nessuno (falso).
Così ieri verso le 13, piuttosto nervosetto, chiamo la filiale senese del suddetto cialtrone, ops, corriere.
Mi risponde una garrula cretinetti la quale, azionando il disco preregistrato come da addestramento, balbetta delle scuse, subisce quindi una mia severa reprimenda, asserisce allora, inconsapevole del senso di ciò che va affermando, che le “tentate consegne” e gli “accordi diretti” sarebbero “modi di dire” (!) convenzionali per significare “consegna non avvenuta”, infine ammutolisce quando, ruggendo, le faccio notare che accusare qualcuno di non essere presente dove dovrebbe (ad esempio un dipendente sul posto di lavoro o un congiunto in una casa ove tutti pensano e sono tenuti a ritenere in buona fede che egli sia, salvo altrimenti doverne rendere conto).
Dopo trenta secondi di gargarismi annaspanti, l’ebete crede di aver trovato la soluzione per tacitarmi e proclama: “Comunque stia tranquillo, la consegna è programmata per oggi (ieri, ndr) pomeriggio”. La ammonisco avvertendola di aspettarsi tuoni e fulmini qualora la consegna, come sospettavo, non avvenisse, anche perchè la dimora sarà presidiata da me personalmente.
E infatti non è avvenuta.
Solo che sul “tracking” di oggi i disonesti scrivono di nuovo “destinatario assente”.
Sto preparando un pacchetto di antrace che porterò loro di persona…