Che il calcio e lo sport in generale si fossero da tempo trasformati in circhi, cioè in spettacoli, ovverosia in sostanziali finzioni in cui gli atleti recitano se stessi, si era capito da un pezzo.
Finito il tempo in cui Ameri, per segnalare un gol, nel frastuono dei tifosi che rendeva l’audio quasi impossibile interrompeva Ciotti a Tutto il Calcio Minuto per Minuto, la prassi radiotelevisiva di alzare il volume degli “effetti” per simulare il giubilo assordante di stadi semivuoti è diventata non a caso pressochè universale. Finto per finto, tanto vale.
Non desta sorpresa quindi la trovata del Borussia Moenchengladbach che ieri, per rendere meno spettrali le tribune deserte causa coronavirus, ha piazzato sugli spalti dei tifosi di cartone.
Ma i pur pragmatici tedeschi sono ragazzi al confronto dei sagaci coreani. I quali, più di due mesi fa, in perfetto equilibrio tra arguzia e ridicolo, oltre al pubblico in campo di cartone ci misero anche le cheerleader.
Geni!
Ringrazio l’amica che, narrandondomi l’episodio settimane orsono, mi ha fatto sovvenire la coincidenza.
Insomma, mai dire banzai (o il suo equivalente coreano)!