colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

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LE TRE FASI DI FB

Fase 1: ti diverti un sacco a ritrovare vecchi amici, a discutere, a litigare, a seguire i dibattiti più improbabili e le conversazioni più inutili.
Fase 2: annichilito dall’imbecillità media dei membri della comunità, specchio del mondo intero, vedi assottigliarsi progressivamente la tua pazienza e usi il social solo per lanciare anatemi e chiosare la mediocrità generale (che ti include).
Fase 3: convintoti di essere come quasi tutti gli altri, cioè stupido, usi Fb come una finestra sul cortile da cui osservare in silenzio le tue colleghe lavandaie che litigano.

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IL GIORNALISMO E LA CRAPULA MILITANTE

Se non avessi un infinito rispetto per i tanti colleghi che sommessamente, nell’ombra, con sobrieta’, rintuzzando l’ulcera montante e turandosi il naso al cospetto del cadavere d’una professione in decomposizione, ogni giorno accendono il computer e cercano di fare solo il loro mestiere, senza cercare triangolazioni, rinterzi, crapule, arrotondamenti e mercimoni, mi verrebbe da irridere al giornalismo banchettante che vedo ovunque mi giri.
Vi ringrazio, colleghi, della candela che quotidianamente accendete sull’altare dell’informazione seria.
Senza fanfare.

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RISVOLTINI PRIMAVERA

La nuance primaverile è data dal fatto di essere corredati dalla mancanza di calzino. Questa seconda, esecrabile tendenza è unisex: viste giorni fa tre adolescenti che con vari gradi sotto zero, e quindi imbacuccatissime, indossavano orripilanti scarpe da ginnastica con orripilanti pedalini al malleolo e, quindi, con orripilante caviglia nuda.
Ma dicevo dei risvoltini.
Secondo me sono l’espressione fashion del voltagabbanismo imperante: che non solo è ormai percepito come lecito, anzi come un titolo di merito, ma si deve pure ostentarlo. Insomma, il risvoltino (primavera o meno) equivale a un “embè?”.
Tenetevelo pure, allora. Tornerà utile quando l’acqua comincerà a salire. E non dimenticate mai Zimmy: “Come gather ‘round people, wherever you roam / and admit that the water around you have grown / and accept it that soon you’ll be drenched to the bone /
and if your breath to you is worth saving / then you better start swimming or you’ll sink like a stone / for the times they are a-changing…
“.

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UNA SLAVINA DI CAZZATE

Sto leggendo una tale, torrenziale, inarrestabile sequenza di cazzate politico-ideologiche-dietrologiche-insinuatorie-calunniatorie-speculatorie-etc etc sulla vicenda dell’hotel abruzzese travolto dalla neve che, lo giuro, fatico a mantenere la calma.
L’idiozia media del popolo bue e dei mezzi, questo per primo, che gli danno voce sono così abissali da convincermi che non c’è speranza: bisogna divorziare dagli imbecilli. Cioè, praticamente, da quasi tutti.

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A GENNAIO C’E’ CHI FOLLEGGIA A PITTI E CHI…

“Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo. Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi genii ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi. Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi verso la vita misteriosa, che ci aspettava. Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. “Ti ricordi?” ci diremo l’un l’altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento. Ma tu – ora mi ricordo – non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati. Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, né battesti mai alla porta del castello deserto, né camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, né ti addormentasti sotto le stelle d’Oriente, cullata da pioggia sacra. Dietro i vetri, nella sera d’inverno, probabilmente noi rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei “Ti ricordi?”, ma tu non ricorderesti”.
(D.Buzzati, “Gli inviti superflui”)

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SE IL TELESTORSORE FINGE DI CHIAMARE DALL’ALBANIA

Sì, la voce è la solita, golemica, che potrebbe davvero arrivare da Tirana.
Tu rispondi e lei, con tono tra l’assente e lo stolido, dice: “Sono xy, della società di recupero crediti yz, chiamo da Tirana e la chiamata potrebbe essere registrata”.
Io: “Chi parla?!?”
Lei: “Mi sto presentando, sono xy della yz, la chiamo da Tirana per alcune fatture non andate a buon fine”.
Io: “E perchè registra? Mica l’ho chiamata io. Che vuole? Se il suo committente ha da reclamare qualcosa, mi scriva. Io non la conosco”.
Lei: “Mi sto presentando, sono xy della yz, la chiamo per alcune fatture non andate a buon fine”.
Io: “Ho capito, le ho detto di dire ai suoi mandanti di scrivermi se pensano gli sia dovuto qualcosa”.
Lei: “Mi sto presentando, sono xy della yz da Tirana, la chiamo per alcune fatture non andate a buon fine”.
Io: clic.

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TUTTO COME TRE SETTIMANE FA

Lo sapete, m’ero preso una spontanea vacanza da web e FB, senza starci troppo a pensare e senza sentire la mancanza di nulla.
Ho vissuto benissimo.
Torno sulla rete del delitto e trovo che tutto e’ come prima, compreso me stesso.
Vacanza inutile o sono peggiorato io?

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POLEMICA PER FINIRE BENE L’ANNO FB

Caro estraneo, che in privato mi scrivi risentito chiedendomi chi credo di essere perchè non ho risposto (positivamente, si capisce) alla tua molesta “richiesta di amicizia” (orrida espressione da cui mi dissocio): ecco, ti rispondo ora.
E per punti, in modo da essere molto chiaro.
1) E tu, chi cazzo sei? Chi ti ha mai visto? Perchè dovrei aver voglia di conoscerti?
2) Perchè lasci in bianco le “informazioni” su di te, visto che vorresti fare conoscenze? Hai qualcosa da nascondere? Scrivi chi sei, dove vivi, che fai di lavoro, quanti anni hai e vedrai che sarà più facile trovare “amicizie”.
3) Perchè poi sulla tua bacheca scrivi che, se uno vuole sapere quanto sopra o vedere che faccia hai, deve “chiederti l’amicizia”? Spiegami: tu la chiedi a me, ma io per sapere chi sei devo chiedertela al buio? Allora i casi sono tre: o sei cretino, o sei stronzo o, più probabilmente, tutte e due le cose insieme.
4) Se non ci conosciamo e ti andrebbe di entrare in contatto con me, non c’è niente di male a farlo: in fondo FB serve anche a questo, cioè da strumento per creare relazioni. Bene: allora che ci vuole a scrivere due-righe-due di autopresentazione?
5) Preferisco di gran lunga le richieste (comunque respinte) di procaci e con ogni probabilità finte modelle che quelle di un babbaleo con la faccia da mentecatto come la tua.
E così sia.
Un buon 2017 a tutti tranne che a te.

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LA LIMPIDEZZA DELLA BUROPROSA

Un Proust del catasto mi ha appena notificato che avrei “presentato in ritardo la dichiarazione presentata dal tecnico incaricato”.
Insomma, secondo loro il mio geometra avrebbe presentato a me una pratica a lui affidata e io l’avrei presentata tardi a loro.
Commenti?
Dal catasto alla catasta (dei cervelli).