colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

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POLEMICA PER FINIRE BENE L’ANNO FB

Caro estraneo, che in privato mi scrivi risentito chiedendomi chi credo di essere perchè non ho risposto (positivamente, si capisce) alla tua molesta “richiesta di amicizia” (orrida espressione da cui mi dissocio): ecco, ti rispondo ora.
E per punti, in modo da essere molto chiaro.
1) E tu, chi cazzo sei? Chi ti ha mai visto? Perchè dovrei aver voglia di conoscerti?
2) Perchè lasci in bianco le “informazioni” su di te, visto che vorresti fare conoscenze? Hai qualcosa da nascondere? Scrivi chi sei, dove vivi, che fai di lavoro, quanti anni hai e vedrai che sarà più facile trovare “amicizie”.
3) Perchè poi sulla tua bacheca scrivi che, se uno vuole sapere quanto sopra o vedere che faccia hai, deve “chiederti l’amicizia”? Spiegami: tu la chiedi a me, ma io per sapere chi sei devo chiedertela al buio? Allora i casi sono tre: o sei cretino, o sei stronzo o, più probabilmente, tutte e due le cose insieme.
4) Se non ci conosciamo e ti andrebbe di entrare in contatto con me, non c’è niente di male a farlo: in fondo FB serve anche a questo, cioè da strumento per creare relazioni. Bene: allora che ci vuole a scrivere due-righe-due di autopresentazione?
5) Preferisco di gran lunga le richieste (comunque respinte) di procaci e con ogni probabilità finte modelle che quelle di un babbaleo con la faccia da mentecatto come la tua.
E così sia.
Un buon 2017 a tutti tranne che a te.

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LA LIMPIDEZZA DELLA BUROPROSA

Un Proust del catasto mi ha appena notificato che avrei “presentato in ritardo la dichiarazione presentata dal tecnico incaricato”.
Insomma, secondo loro il mio geometra avrebbe presentato a me una pratica a lui affidata e io l’avrei presentata tardi a loro.
Commenti?
Dal catasto alla catasta (dei cervelli).

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LE DIDA DEL NOBEL

Didascalia della Gazzetta al video di Patti Smith che si emoziona cantando Dylan alla serata del Nobel: “La sacerdotessa del rock alla cerimonia per il premio al menestrello di Duluth interpreta “A hard rain is gonna fall””.
Non ci sono più le mezze stagioni, perchè la palla è rotonda e lo show must go on.

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RAFFINATE STRATEGIE COMUNICATIVE

Il trombone impugna il microfono, autocita le proprie imprese, tira fuori di tasca un documento che definisce “riservato” ma anche gia’ “condiviso” da almeno una cinquantina di persone, pretende quindi di leggerlo davanti a un altro centinaio (giornalisti compresi) e una telecamera. Poi, rifiutando di consegnarlo, lo reintasca al grido di “senno’ poi escono i comunicati stampa” (?) e se la fila di soppiatto.
Genio.

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UNA PIETRA TOMBALE SUL MENEFREGHENDUM

Dedico questa canzone leggendaria, da uno dei cinque più bei dischi mai incisi, a tutti quelli che si tuttora accapigliano sui miseri destini postreferendari, senza pensare che “ora anche gli angeli sono cresciuti / vedono che il sole tramonta in fretta / e scorgono alle mie spalle / il paradiso di cui è intrisa la luce del passato / giacciono accanto a me / per dormire sul ciglio della strada fino al mattino / dove sanno che potranno trovarmi / con la mappa del mio destino / che si srotola pian piano”.

In my early years i hid my tears
And passed my days alone
Adrift on an ocean of loneliness
My dreams like nets were thrown
To catch the love that I’d heard of
In books and films and songs
Now there’s a world of illusion and fantasy
In the place where the real world belongs
Still i look for the beauty in songs
To fill my head and lead me on
Though my dreams have come up torn and empty
As many times as love has come and gone
To those gentle ones my memory runs
To the laughter we shared at the meals
I filled their kitchens and living rooms
With my schemes and my broken wheels
It was never clear how far or near
The gates to my citadel lay
They were cutting from stone some dreams of their own
But they listened to mine anyway
I’m not sure what i’m trying to say
It could be i’ve lost my way
Though i keep a watch over the distance
Heaven’s no closer than it was yesterday
And the angels are older
They know not to wait up for the sun
They look over my shoulder
At the maps and the drawings of the journey I’ve begun
Now the distance leads me farther on
Though the reasons i once had are gone
I keep thinking I’ll find what I’m looking for
In the sand beneath the dawn
But the angels are older
They can see that the sun’s setting fast
They look over my shoulder
At the vision of paradise contained in the light of the past
And they lay down behind me
To sleep beside the road till the morning has come
Where they know they will find me
With my maps and my faith in the distance
Moving farther on

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NON TENETEMI IN ANSIA UN’ALTRA VOLTA!

Ieri sera avevo vitale bisogno di sapere se, oltre ai 7 milioni di italiani che l’avevano già meritevolmente reso noto su FB, anche i restanti 58 milioni avevano votato o no.
Per me, ve lo giuro, era questione di vita o di morte.
Non resistevo.
E ora, lo giuro, non resisto se ogni singolo italiano non mi relaziona al più presto circa la sua finissima analisi sull’esito del voto referendario.
Del resto, l’argomento sta inspiegabilmente passando sotto silenzio sulla stampa, la radio, le tv, i social.
Sarà un complotto?
Quindi per favore, cari concittadini, mandatemi di nuovo un sms, un bigliettino, un pizzino, un fattorino, un ambasciatore, un’email, una notifica su twitter, un segnale di fumo, un messaggio in alfabeto morse, una raccomandata, una prioritaria, un telegramma, un anagramma, un ideogramma, un ologramma e fatemi sapere che pensate sull’esito delle urne! Ma dettagliatamente, eh?
Ci tengo, davvero.
Grazie, S.

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RICOMINCIO DA TREDICI

Mesi fa giurai che avrei inesorabilmente bannato tutti quelli che, tra i miei duemila amici di FB, mi avrebbero trifolato i cosiddetti con l’insopportabile argomento referendario, al quale – come qualcuno ha notato – in questi mesi ho riservato il massimo del più dispregiante silenzio.
Approfitto della giornata odierna, rassegnato al cicaleccio che riprenderà altrettanto insopportabile alle 24.01 di stanotte, per confermare con qualche sollievo che, salvo errori, sono stati tredici i virtuosi capaci di astenersi dall’odioso argomento.
Ne consegue che bannarli per tardive resipiscenze, o meglio per tardivi autolesionistici commenti, sarà, oltre che immediato, rapido!

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SCUOLE DI GIORNALISMO, DI GEOGRAFIA O DI AGIOGRAFIA?

Perla appena intercettata nell’ineffabile sommario di corriere.it: “La cessione delle due case (vinicole, ndr), per un prezzo di 62 milioni complessivi, include i vigneti, gli impianti e i magazzini ad Alghero, e a San Giminiano”. Punteggiatura a parte, si capisce. E meno male che non è Geminiano (si è visto anche quello, eh?).