colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

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CASI CLINICI

Già invecchiare è brutto, ma inevitabile. C’è però chi, invecchiando, rincoglionisce e questo è peggio. Se oltre che rincoglionito uno diventa pure paranoico, la cosa è grave. Quando però il tapino si rivela pure verbalmente incontinente (fisicamente non lo so, per fortuna), si va sul patetico. Che diventa pietoso se il poveretto si rivela anche grafomane.
Ora lambiccatevi pure il cervello per capire a chi mi sto riferendo, tanto è chiaro che alludo a qualcuno di preciso.
Probabilmente lo capiranno tutti, tranne il diretto interessato.
Appunto.

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LUNEDI’ COL BOTTO? DI PIU’, DI PIU’…

Boooom! Ci sono settimane che cominciano col botto, con scariche di adrenalina che durano giorni. La sinistra si divide? No…Ho vinto al Superenalotto? Macchè…Mi chiamano a dirigere il NYT? Sieee…
Di più, di più. Apro corriere.it e vengo risucchiato dall’articolo che attendevo da una vita: “Sì ai capelli sciolti, no alle sneakers: 15 «dritte» per farsi fotografare in strada. La fashion week di Milano si avvicina e tutti vogliono catturare i flash fuori dalle sfilate. Un errore: fingere di essere al telefono”.
Evviva, sono salvo: proprio stanotte ero indeciso se simulare o meno quella chiamata al cellulare.
Sapete, quando “tutti” (tutti!) vogliono catturare i flash alle sfilate, la concorrenza è altissima e la differenza la fanno i dettagli.
Quindi occhio: niente distrazioni e mano alle dritte del corrierone.
Poi, magari, il flash è quello della miccia che ho acceso io, ma questo è un altro discorso.

NEL CHIOSTRO SENZA INCHIOSTRO

Partite a Montalcino, nel chiostro di Sant’Agostino, le degustazioni di Benvenuto Brunello 2017. Sugli scudi il Brunello 2012 e Rosso 2015. Sono partito dai rossi, non male per ora. E sopratutto niente inchiostroni com’era fino a qualche anno fa. Facciata? Anche. Ma aiuta!

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CHIANTISTERISMI

Andiamo bene: alle 9.55 c’e’ gia’ un cretino che, al cospetto di due-giorni-due a disposizione per fare assaggi, gia’ strepita con il sommelier non abbastanza veloce nel servizio. Al posto del Chianti Classico, diamogli il bromuro…

SINDROME DA FOGLIO BIANCO (E/O DA BICCHIERE VUOTO)

SINDROME DA FOGLIO BIANCO (E/O DA BICCHIERE VUOTO).
Chianti Classico Collection 2017, Leopolda as usual ma per fortuna senza Renzi. Atmosfera sospesa tra l’elettrizzante dell’inizio e la pigrizia del principio. Pc acceso, foglio candido, bicchieri vuoti e un sommelier simpatico che si chiama Milton e viene dal Peru’. La mondializzazione inebria.

AL CHIANTI LOVERS ARRIVANO LE FASHION-O-QUALCHE-COSA-BLOGGER.

Era solo una questione di tempo e si sapeva. Dopo l’invasione di campo in altri settori (ultimo quello di viaggi e turismo, con mal di pancia acutissimi degli sfrattati e sopratutto sfrattate), anche alle anteprime dei vini toscani sono arrivate le fashion-o-qualche-cosa-blogger. Le riconosci al volo: fluente e vaporosa chioma, tacco a spillo 12, minigonna d’ordinanza e soprabiti improbabili, spesso maculati, il cui destino e’ segnato in un contesto in cui la macchia di rosso e’ endemica. No, che vestito hanno non lo so: siccome sono freddolose non si tolgono mai il cappotto. In compenso sono arrivate da due ore, ma il loro bicchiere e’ intonso. All’accredito hanno flautato – misto di discrezione e imbarazzo – il nome del loro coreografico blog. I colleghi ridacchiano, le colleghe le compatiscono. Eppure c’e’ chi crede che in costoro risieda il futuro dell’informazione enogastro “moderna”.

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ULTIME TELEFONICHE DAL PIANETA GOLEM

Squilla il cellulare dal solito numero strano, passano alcuni interminabili secondi di silenzio che dall’altra parte del filo tradiscono il classico cicaleccio da call center.
Strascicando la voce, il signor Achal da Calcutta si presenta in un italiano da macchietta come il “dottor Dino” e dice di chiamarmi per una “pratica amministrativa” con un noto operatore telefonico.
Io: ma lei chi sarebbe?
Lui: il dottor Dino.
Io: E che vuole?
Lui: Ma lei è il signor Stefano?
Io: No.
Lui (dopo pausa di smarrimento): Stafano?
Io: No.
Lui: Stofano?
Io: No.
Lui:…
Click.

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OLTRE AI MUSICISTI, SCOMPAIONO I MUSICOFILI

Qui su Fb spesso si celebra la scomparsa di musicisti, famosi o meno, ma comunque ed evidentemente amati.
La vita però può essere ingenerosa anche con chi, questi musicisti, li ama o li ha amati, famosi o meno che fossero.
Ieri è mancato Luciano Re.
Oltre alla musica, ci univa l’agricoltura.
Happy trails.

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NO, IL GUSTURISMO NO PER FAVORE!

Sarò certamente all’antica, ma l’abuso di acronimi, abbreviazioni e neologismi mi irrita. Tipo la “k” al posto del “ch”. O tipo i musei che ormai si chiamano sempre Boma, Koma, Musa, Mura, Samu e così via.
E’ pur vero, di contro, che a ogni cosa ci si abitua.
Dubito però che riuscirò mai ad abituarmi ad un’orrenda parola che ho da poco visto usare su un giornale on line: “gusturismo”.
E che sarebbe? E’, ho scoperto, il turismo della gola. O del gusto, se volete.
Ma si può coniare e poi usare una parola più ebete e cacofonica di questa? Una crasi tra culturismo e guttura?
Per favore, per favore…

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OLTRE A PARLARE, LA VOCE DEL GOLEM SCRIVE

Sorpresa: la voce del Golem – il disco rotto che dalle parti di Tirana o Skopje chiama le vecchine intimando loro di pagare per crediti quanto meno dubbi, spesso di origine energetica o telefonica – e’ alfabetizzata. Insomma: scrive!
Nel suo stile, naturalmente. Non dice “sollecito”, ma “intimazione al pagamento”. Non si autodefinisce “recupero crediti” bensi’, con ampollosa menzogna, “incaricato”. Ma soprattutto non invita a adempiere, “diffida”.
Ora, caro imbecille, capisco che stai lavorando e che il lavoro sporco qualcuno deve pur farlo, ma il tuo stolido committente perche’ non ti ha informato di aver gia’ riconosciuto il suo errore, mandandoti a prendere inutili accidenti e fatwe mortali, quali quella che ho teste’ spiccato?
In altre parole: vaffanculo, cretino.