colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

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LA FERRAGNI IN MINI A VENEZIA

Il Corriere.it specifica che la “fashion blogger” (scusate le virgolette ma l’espressione già da sola mi dà l’orticaria) si è presentata alla Mostra del Cinema di Venezia in minigonna.
La notizia interessante però non mi pareva il tipo di abito indossato per l’occasione, ma sapere che ci fa lì!

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ORA SI POTRA’ DIRE?

Secondo l’Ansa, due degli autori degli stupri di Rimini si sarebbero costituiti e avrebbero confessato ai carabinieri di essere loro i colpevoli.
Ora si potrà dire che erano marocchini o l’affermazione verrà monitorata come razzifascista?

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A RIMINI MANCAVA IL MEDIATORE CULTURALE. ANZI, IL MEZZANO

Lo ammetto: ero convinto fosse una bufala perchè, comunque uno la pensi, certe cose non le puoi scrivere su un social network sperando di passarla liscia.
Pare invece che l’africano – immigrato, risorsa, negro, musulmano oppure più cose insieme, secondo le diverse declinazioni – che ha genialmente affermato che, durante uno stupro, le donne godono esista davvero. E che la cooperativa per la quale lavorava l’abbia sospeso per motivi disciplinari.
Eppure a me la cosa stupefacente di tutta questa squallida, anzi grottesca vicenda, pare un’altra: il genio era, si legge, un “mediatore culturale”.
Ma che vuol dire, scusate? lo chiedo seriamente, perchè in termini politicamente corretti cosa significa lo so benissimo.
Mediatore culturale? Uno cioè che spiega alla gente di diverse culture come capirsi? Uno che è capace di smussare diffidenze e incomprensioni?
Se così fosse, ci vorrebbero almeno una specializzazione, un titolo accademico, un’esperienza lunga e comprovata per un ruolo delicatissimo, preziosissimo.
A me pare invece che questo mediatore culturale assomigli ai conciliatori, quelli che ci si inventa per mettere d’accordo i litiganti dando, a pagamento, un colpo al cerchio e un colpo alla botte.
Se poi, però, a fare il “mediatore culturale” prendono uno che, in Occidente almeno, pensa e afferma che durante una violenza le donne godono, allora forse si cercava non un mediatore ma un mezzano culturale.
Ne deriva che averne ideato la figura è una forma di prostituzione intellettuale.

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IL BRIVIDO SPORTIVO

Mentre è in corso, in contemporanea con la serie B, il vibrante e blasonato posticipo di serie A Roma-Inter, la Rai intervalla la cronaca dell’incontro con quelle della cadetteria.
Cosa imbarazzante ma fin qui sopportabile.
Ciò che è insopportabile è che la lagnosissima e pure soporifera cronista dell’ultimo collegamento, un Entella-Perugia sull’1 a 4 già al 15′ del secondo tempo, ogni volta che prende la linea la tiene per interminabili minuti descrivendo nel dettaglio le entusiasmanti meline, senza che nessuno gliela tolga.
La Rai non si smentisce mai.

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IL PAESE DI PIPPO E GLI SPARI DELLA CROCE ROSSA SU SE STESSA

Il ridicolo, anzi l’umorismo involontario di un paese che, come Pippo, non lo sa ma quando passa ride tutta la città, lo si misura dalle baggianate alle quali il suo popolo bue aderisce e che ci pone ai vertici della speciale classifica delle macchiette mondiali.
A un anno dal terremoto di Amatrice, con le macerie ancora lì, con il commissario Errani dimissionario per ragioni di basso elettorato e con l’incombente Boschi (Boschi!!!) che aleggia sulla ricostruzione, invece di arrivare coi forconi si fanno le fiaccolate.
Mah…
Al peggio non c’è mai fine?
Sie…
Apro il pc e leggo di una proposta della Croce Rossa: una giornata di “silenzio social” (già l’espressione fa rabbrividire) per commemorare la tragedia. Ovviamente all’idea-spot hanno subito aderito vip, presunti vip, aspiranti vip, presenzialisti, politici d’ogni rango, meglio se basso, in cerca di visibilità, etc.
Ma ci rendiamo conto? Ma che valore avrebbe, o che messaggio porta, un “silenzio social”? Fosse un segno di pur momentanea resipiscenza dal generale rincretinimento da web, potrei capire.
Qui però è esattamente il contrario: si pensa a un gesto nobile, responsabile, significativo.
La Croce Rossa si spara addosso?

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METTETE DEI FIORI DAVANTI AI LORO FURGONI

Premetto che non sono sul posto e quindi ho visto solo le foto. Dalle quali però mi pare di capire che le fioriere messe a Firenze a mo’ di dissuasori anti attentato non hanno né le dimensioni e né il peso, salvo una natura plumbea o un ancoraggio, per ostacolare davvero un mezzo pesante, o anche medio, lanciato contro la folla.
D’accordo: la barriera perfetta non esiste, non si può circondare tutto di cemento armato e certi offendicula hanno probabilmente più lo scopo di trasmettere un senso di sicurezza psicologica che garantire sicurezza sostanziale.
Però, ripeto, delle fioriere che protezione potranno mai dare?
Che si dice in proposito in città?

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TERREMOTI A NORMA

A me pare più grave il crollo di edifici a norma del crollo di quelli non a norma. Lo scandalo degli edifici abusivi è che lo siano, non che crollino. Cosa del resto relativamente probabile e che, invece, dovrebbe essere molto improbabile nell’altro caso.
Quando, in presenza di un sisma di entità (lo sottolineo) relativamente modesta, crollano gli edifici a norma, vuol dire che troppo a norma non erano. Oppure che il sisma non era a norma.
Secondo voi?

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L’AGENZIA DELLE USCITE (DAL SEMINATO)

Ma voi come definireste l’operato di un ente pubblico che, il 9 di agosto, quando praticamente tutti, commercialisti compresi, sono chiusi per ferie, da sedi esotiche manda a raffica inquietanti messaggi pec con ingiunzioni relative a pagamenti e quesiti presentati (nonchè già risolti, ma evidentemente a sua insaputa, sebbene il solutore sia l’ente stesso), mesi fa?
Io non li chiamo in alcun modo, aspetto solo che entri in azione il lanciafiamme. O che la gente irrompa con i forconi nella sede, impalando i responsabili di tanta maliziosa imbecillità.