colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

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I CAPPONI DI RENZIE

Questo è il mio primo e ultimo intervento sulla crisi in corso.
E consiste in una domanda. La seguente: ma tutte quelle vestali dell’anglofono Renzie che prima lo adoravano e ora lo spernacchiano fingevano allora o simulano adesso?
Ovviamente chiedo per un amico.

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SGIORNALISMO.

Lo so, questa è una maledetta, variegata, anzi polverizzata professione che si disperde in mille rivoli, ognuno dei quali genera punti di vista diversi, quasi sempre legittimi ma, per lo stesso motivo, fatalmente parziali.

Devo però ammettere che, spesso, l’inadeguatezza della categoria, intesa proprio nel senso della somma delle individualità che la compongono, lascia sgomenti. E tende a far evaporare qualsiasi speranza di poter trovare una quadra capace di comprendere tutti, lasciando fuori al tempo stesso i numerosi finti tonti che, avendo secondi fini, ci marciano.

A questo si aggiunge sovente l’attività organizzata delle truppe cammellate che, sotto mentite spoglie, fanno da gregarie dei capibastone. Cammellati e capibastone i quali, non di rado, per rendere il loro servizio simulano a loro volta di essere innocenti voci solitarie.

Traduzione: questo mestiere è pieno di gente che, fingendosi guerrigliera per abbattere lo status quo, ne è in realtà la più fedele pretoriana.

Rete canta.

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METEOROSCOPO BIS

Ovviamente spero di sbagliarmi, ma l’ultima volta che a cavallo tra dicembre e gennaio è piovuto così fu quando, causa suolo fradicio, mi cadde un pino di 20 metri sulla casa.
Fo pe’ divvelo…

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ZUM ZUM PASTORALE

Scrivo mentre, da oltre 21 minuti, sono al telefono in attesa di una risposta dell’operatore addetto al servizio clienti di un noto gestore di energia. Gestore si fa per dire, considerato che cronicamente mi manda fatture sbagliate (sempre a suo favore, si capisce) che io altrettanto cronicamente contesto.

Ma non è questo il punto.

Il punto è il modo.

Oggi è sabato 2/1. Posso anche capire che in un giorno festivo il servizio sia sospeso. In tal caso basterebbe affidarsi al golem d’ordinanza, facendogli recitare il solito avviso preregistrato di “chiamare in orario di ufficio”

Siccome il messaggio non c’è, si presume che il servizio sia attivo.

Si parte con un gracchiante zum zum stile rondò veneziano che, tra rumori di fondo e volume altissimo, già mette di malumore.

Dopo trenta secondi interviene una voce cretina e ammiccante, stile dj anni ’70, che prima ti ringrazia zuccherosamente (cosa sbagliata, perchè se chiami è evidente che hai un problema e, di conseguenza, già ti girano) e poi comincia a enumerarti una serie impressionante di prolisse quanto insopportabili informazioni, inviti a “scoprire” (ma va’ a quel paese…), esortazioni a “visitare” siti inutilissimi e ovviamente ad aderire a loro offerte imperdibili.

La palla va avanti per altri tre minuti buoni, con ira fumigante dell’utente.

A questo punto – non si capisce se perchè il responsabile dei messaggi è del tutto idiota o se, dotato di poteri telepatici, coglie nel cliente la ribollente, anzi ormai inarginabile voglia di uccidere – paf! Sorpresa: cessa il rondò e s’avvia una melensa musichina di pifferi e zampogne, che se fosse accompagnata anche dall’arpa somiglierebbe al famoso “intervallo” tv degli anni ’60, quello con le pecore al pascolo e le cartoline.

Si va avanti in questo modo per altri tre-minuti-tre.

Pausa-thrilling di una decina di secondi e ridaje col rondò veneziano, la voce incalzante, eccetera.

Sono già arrivato al metà del terzo giro.

Nel frattempo ho escogitato come riscaldarmi con la legna del bosco, farmi luce con le candele e avere energia pedalando su una dinamo.

Buon anno.

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GIUBILEO DI UN SAN SILVESTRO

Il 31 dicembre del 1995, verso quest’ora, ero a Montreal. “On assignment”, come si direbbe oggi, per un importante giornale di viaggi. L’inverno in Quebec, i boxing days in città.
Dopo un pomeriggio da Le Baron ad acquistare gli stivali foderati di pelliccia testati fino a -25°, ci fermammo per cena a The Beaver. Pieno di gente. Anche troppa. Fuori nevicava. Per il brindisi ci aveva invitato a un party una giovane stilista intervistata al mattino – accidenti, come si chiamava? – che trasformava in accessori gli scarti tecnologici, dai circuiti stampati ai copertoni.
Freddo boia. Usciamo tardi. Città deserta. Ci perdiamo con la macchina dalle parti di St. Denis.
Parcheggiamo. Una piazza vuota, illuminata dai lampioni e bombardata dai fiocchi. È mezzanotte. Le suole scricchiolano sul bianco selciato ghiacciato. Dai bagliori alle finestre si intuiscono feste e bevute. Intorno, nessuno.
Auguri. Auguri a te.
Breve sosta estatica su una panchina. Vago senso di estraniamento. Andiamo o no? Andiamo, ma nessuno voleva muoversi.
Ci convinse, dopo un po’, la temperatura.
La festa fu carina, i padroni di casa molto ospitali, baci e abbracci di tutti con due strani italiani che facevano foto e domande.
Quando uscimmo, nevicava ancora. Ma non sentimmo il freddo.
Sono passati venticinque anni, mi sembra un secolo.
Buon anno!

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INTELLIGENZICIDIO

Ieri hanno ammazzato Agitu Gudeta, la profuga etiope che allevava capre in Trentino.
Che il fatto potesse sollevare un’ondata emotiva era probabile e pure giusto.
Che invece, a cadavere caldo e in totale mancanza di indizi, moventi e tracce, fior di isterici colleghi abbiano strepitato pubblicamente, anche qui su fb, che la Gudeta sarebbe stata uccisa “in quanto” africana, profuga e perfino “donna”, è tragicamente ridicolo. Anzi, è proprio stupido.
Infatti, nella notte, l’omicida ha confessato.
È un ghanese, dipendente della donna e l’ha ammazzata per una vile questione di soldi.
“In quanto”, si capisce.

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NOSTALGIA DEL TU-TU-TU-TU-TU-TU…

Ho appena chiamato un amico.

Le possibilità pensavo fossero tre: o mi rispondeva, o non mi rispondeva, o era occupato.

Odo invece una vocina preregistrata che prolissamente mi dice che il telefono “non è raggiungibile”.

Cioè?

E’ guasto? Hanno staccato l’utenza? E’ occupato? L’amico ha cambiato numero?

Come li detesto…