colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

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LE ACCENSIONI TARDIVE

Non pretendo che qualcuno accenda il cervello prima di parlare, ma lo pretendo dopo che ti si è risposto.
Invece il tamburo di turno, mai stanco di insopportabili scempiaggini, persegue nei suoi acefali atteggiamenti procurandosi inevitabili jatture.
Un altro caso di poveretto che soffre per non aver provato il famoso callifugo Ciccarelli.
Siamo fatti, appunto, per soffrire…

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DESPERATELY SEEKING JENNIFER

Abito da solo in un posto isolato in mezzo alla campagna. Il nome e il cognome mio e di mia moglie è scritto chiaro, grosso e tondo sul campanello, che è l’unico sul cancello.
Eppure alle 12.15 di venerdì 16 agosto 2019 suona un tizio che chiede se Jennifer abita qui.
A voi ogni considerazione.

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UFFCOCK!


Sul filo di lana della mezzanotte che segna la fine della cinquantesima ricorrenza di Woodstock, esprimo tutta la mia insofferenza verso le tonnellate di vacua retorica versate per l’occasione da chi non c’era ma ne parla come se ci fosse stato, ne sa poco ma ne scrive come se avesse dedicato un saggio all’argomento, non ne ha capito nulla ma si affanna nell’esegesi.
Poi ci sono quelli incapaci di scindere il mito dalla realtà, la propaganda dalla verità, la musica dalla suggestione e il trascorrere del tempo dalle note seppiate.
E meno male che nel 2069 non ci sarò (credo…)!

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IL GRAFFIO DEI GRAFFITI


Corriere.it mi ricorda che oggi, 46 anni fa, usciva American Graffiti, film cult ambientato nel 1962. Nel 1973 avevo tredici anni e il balzo cronologico all’indietro di 11 anni, in un’epoca che non avevo vissuto, mi appariva davvero un baratro senza fondo, anche se era poco più di un ridicolo decennio.
Se ora penso che dal 1973 ad oggi di quei decenni ne sono passati quattro e mezzo, mi chiedo che razza di voragine deve apparire a un adolescente l’idea di tuffarsi nel 1973.
Aiuto…

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IL CORRIERE E IL PIZZO

La storia del rapporto tra il sottoscritto e i corrieri è una nota telenovela. Il bello è che, giorno dopo giorno, l’aneddotica si arricchisce con episodi e spigolature sempre epatopatologicamente nuovi.
Questo però, appena avvenuto, supera ogni precendente.
Puntuale come la morte, alle 14.00 del 9 agosto, con 39 gradi all’ombra, suona il corriere.
Lui: Devo fare una consegna ma ci sono da pagare 4 euro.
Io: è un contrassegno? Strano.
Lui: non è un contrassegno, è una giacenza.
Io: una giacenza? E cioè?
Lui: si vede che non c’era nessuno o che l’autista non è venuto.
Io: non ho trovato nessun avviso e se l’autista non è venuto è un disservizio vostro.
Lui: in effetti…
Io: in ogni caso non pago.
Lui (indeciso): e allora che devo fare?
Io: mi dai il pacco e dici al capo di andare a quel paese.
Lui: mo’ lo chiamo.
Lo chiama. Breve confabulazione durante la quale il povero autista, ben conscio della guanofigura alla quale veniva esposto dal datore di lavoro, cerca di arrabattarsi.
Origlio le parole del capo, che chiede: ma è arrabbiato?
Lui: sì.
Il capo: ma paga?
Lui: no.
Il capo: allora non riscuotere nulla.
Epilogo: offro il caffè all’autista dietro promessa di mandare a quel paese la ditta da parte mia.

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CONDOGLIANZE MATTUTINE

…a tutti quelli che un anno fa erano valenti ingegneri, un mese fa pensosi sociologi, due settimane fa attenti climatologi, la settimana scorsa illuminati economisti, ieri acuti politologi, oggi fini notisti politici e domani ispirati aruspici.

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LUNOFILI VS DIGITOFILI

Anche oggi il circo di faccialibro ha riconfermato, con mio tangibile sconforto, un assunto consolidato da tempo, ma che cotidie non manca di riproporsi: il novanta per cento della gente si concentra sul dito ed ignora la luna. Forse perché è così miope che nemmeno la vede. E non è un’attenuante.

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MOTO Gran Palle

Sarebbe bello se Agostini, Pasolini, Saarinen, Bergamonti, Villa, Read si trovassero nelle svenevoli condizioni in cui si trovano adesso i piloti di moto GP, costretti dalla svenevolezza tecnologica ad aspettare condizioni di asciutto ideali per partire.
La dormulunizzazione del motociclismo avanza a grandi passi e non è colpa dei piloti ma del circus di cui sono parte (e quindi anche un po’ colpa loro…)