colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

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BUONGIORNO CALABRONE

Quando fa caldo dormo con le finestre completamente aperte e, quindi, la mattina la luce dell’alba mi sveglia presto.
Ho notato che, con puntualità svizzera, ogni giorno alle 6.30, mentre gli uccelli già cinguettano e il resto per fortuna tace, un grosso calabrone ronzante viene a farmi visita.
E’ molto discreto: si affaccia appena, si guarda intorno curioso restando sulla soglia, rimane sospeso per qualche secondo e poi se ne va, riprendendo la sua strada.
Non so se fa così perchè è simpatico o se, la prima volta che è venuto, ha notato il cuscino che brandivo minaccioso, ma direi che abbiamo raggiunto una buona, cortese convivenza.
Mi scuserete se, per ragioni ovvie, non allego foto dimostrativa.
PS per il ladro che sbircia sui profili della gente allo scopo di carpire abitudini e opportunità di “lavoro”: sappi che la finestra è a 10 mt da terra, non ci sono pluviali su cui arrampicarsi e, soprattutto, dispongo di strumenti rumorosi a lungo raggio, assai più dissuasivi di un cuscino. Capisc’a mme.

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LE ANNESSIONI INDEBITE

Vabbè che oggi tutti si accaparrano tutto e pur di fare propaganda chiunque racconta le sciocchezze che vuole a un uditorio bue che spesso ci crede, ma sfogliare un libro fotografico sulla Maremma e scoprire che tra i monumenti immortalati c’è l’abbazia di San Galgano fa ribollire il mio senso della storia e della geografia.

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RELICS

Revisionando vecchi cd senza titolo nè oggetto ho trovato lo spezzone di una ridicola trasmissione del 2010 prodotta da Endemol, “Real Tv”, in cui promotori farlocchi e architetti farlocchi propongono investimenti immobiliari farlocchi a clienti farlocchi.
Il bello è che tra le strutture fittiziamente messe in vendita e doviziosamente illustrate con un collage farlocco di spezzoni farlocchi di case farlocche, c’è pure casa mia, con tanto di nome. Ed offerta in concorrenza con un’altra, ovviamente altrettanto farlocca, in loc. San Guzmè (sic!)…
Leggenda…

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LA LEZIONE DEI GRANDI

Presi come siamo, un po’ snobisticamente, a magnificare le perle musicali più oscure, spesso si tende a dimenticare con troppa superficialità, come se fossero in qualche modo acquisite o scontate, quelle più celebri. O che, peggio, pur non essendo celebri in sè, provengono da qualche celebrità.
Questo monumentale, ma secondario brano dei Deep Purple ne è un esempio perfetto.
Disco tra i meno celebrati, formazione un po’ meno “classica”, suono appena meno aggressivo del canone, ma il drumming Ian Paice è di un portento di misura e ritmo, la chitarra di Blackmore scintillante come sempre, da brividi le entrate di tastiere del compianto Jon Lord e grandiosa la voce di Dave Coverdale. Una canzone compattissima, calda, intepretata magnificamente.
Da mandare a memoria.

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GRANITA DI BRUNELLO

Solito ristorante di lusso, soliti due americani vestiti come in spiaggia.
Ordinano un Brunello di Montalcino di gran nome.
Il sommelier stappa, versa, mostra e attende l’ok di lui, che annuisce e poi chiede di dare una rinfrescata alla bottiglia (in effetti fa caldo e forse il vino non aveva la temperatura da cantina.
Pochi secondi e, con l’antipasto, arriva il secchiello del ghiaccio.
Dopo l’antipasto arriva il primo e il Brunello è sempre nel secchiello.
Finisce il primo e arriva il secondo, ma il Brunello non si schioda, salvo occasionali emersioni, dal sarcofago ghiacciato.
Dopo il secondo è l’ora del dessert, ma il vino è sempre in fresco, anzi ormai praticamente congelato.
Pronto per essere servito come enogranita.

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L’ACCREDITO STAMPA NON E’ UN BUONO DI INGRESSO OMAGGIO

Tema abusato, ma sempre attuale.
Domanda: per quale ragione un sacco di gente chiede l’accredito stampa alle manifestazioni senza essere giornalista (o anche essendolo, ma non dovendo lavorare lì come giornalista)?
Risposta: perchè con l’accredito si entra gratis.
Ora, a parte il fatto che io non avrei nulla in contrario a fare accrediti a pagamento, visto che chi ne chiede uno per lavorare davvero ha in realtà bisogno di servizi, e non di gratuità, ecco come giustamente mette le mani avanti il sito web di un’imminente manifestazione viticola meridionale alla voce “accrediti”:
“Il presente form non garantisce la partecipazione gratuita a
all’evento. Qualora la richiesta di accredito sia accolta, l’organizzatore invierà una e-mail di conferma”.
Bravi, ottima precisazione.
Il passo ulteriore sarebbe restringere davvero la concessione del pass a chi è lì per svolgere un lavoro giornalistico, perchè ad esempio anche i venditori o i pubblicitari lavorano, ma fanno un altro mestiere.

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LEZIONI SPIRITUALI PER CESTINATORI DI COMUNICATI STAMPA

Pentalogo dell’avveduto cestinatore.
Vanno rottamati a prescindere i comunicati stampa che:‎
1) non riportano, nell’apposito spazio e con precisione, l’oggetto del comunicato;
2) non riportano, nel corpo dell’email, il testo del comunicato medesimo e rimandano a un allegato da aprire;
3) ‎cominciano con “caro” senza far seguire il nome, segno che sono massivi ma vogliono sembrare confidenziali;
4) ‎trattano argomenti o settori di cui non ti sei mai interessato e provengono da mittenti mai conosciuti prima;
5) raccontano di mirabolanti eventi gia’ avvenuti, ai quali non eri stato invitato e di cui neppure ti avevano informato.

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IL COLMO PER UN ITALIANO A RISTORANTE

Mia nonna era una santa donna, religiosissima e un po’ ingenua.
Una volta, durante la canonica gita parrocchiale tra giovanissime, si azzardo’ a raccontare quella che, secondo lei, era un’innocente freddura.
“Qual e’ – chiese alle compagne di viaggio – il colmo per una suora?”. E all’esitazione delle astanti fece seguire‎ un “Prendere un cappuccino a letto!”.
Si aspettava risate, ricevette un imbarazzato ‎silenzio e qualche borbottìo di disapprovazione.
Nemmeno l’aveva sfiorata l’idea ‎che il cappuccino de quo non fosse la nota bevanda, bensi’ un frate in carne, ossa e altro. E non si convinse neanche quando le fu fatto notare il doppio senso. “L’avete presa nel peggiore dei modi!”, protesto’ invano.
L’episodio mi e’ tornato in mente quando l’altro giorno, al termine di una cena in un ristorante stellato toscano, la cameriera mi si avvicina e mi sussurra in inglese: “Le port‎o un caffe’ o preferisce un cappuccino?”.
Anch’io l’ho presa nel peggiore dei modi.‎

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E IL GOLEM INVASE YAHOO!

Per favore, ditemi che è un virus, almeno faccio girare Avast e festa finita. Perchè sennò mi tocca sfasciare il pc e pure il telefono.
Da qualche tempo (succede anche ad altri?) la mia casella di posta di Yahoo! si trasforma all’improvviso in una pagina “Tim – Windows 10” dalla quale la solita voce cavernogolemica già delle FS e della teleassistenza Telecom mi informa, trasmettendo lo stesso entusiasmo di Marina Missiroli quando presentava i bulgari di “Mai dire gol”, che sono stato sorteggiato per vincere un I-phone e che per ottenerlo devo cliccare non so che cosa.
Golem, ti avverto: io l’I-phone lo odio pure! E odio anche te.