colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

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ASSUNZIONE DI RESPONSABILITÀ (PdM/51)

Lo ammetto candidamente: se, con fatica come tutti (e assunto che si tratti di un comportamento utile a contenere il contagio), rispetto più che posso l’autoisolamento, è più perché mi sta a cuore la salute di chi ho vicino della mia.
Lo trovate strano, o ridicolo, o presuntuoso?

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IL VIRUS SOLITARIO E LA MOLTITUDINE DEI NUMERI (PRIMI, SECONDI, TERZI…PdM/50)


Da buon cronista sono abituato a tenere i piedi per terra. E a sapere che i numeri, prima di essere riportati, andrebbero letti e, auspicabilmente, saputi leggere. Cioè capiti nella loro scaturigine.
Il rischio, sennò, è che i numeri possano dire tutto ed il suo esatto contrario, a seconda di come li interpreti.
Ma un numero, appunto, per essere interpretato, prima va saputo leggere.
E saputo leggere vuol dire anche farsi delle domande, ad esempio, su chi, come e perchè quel numero (dando per scontato che in sè sia giusto, il che non sempre accade) lo fornisce e lo evoca. O capire se esso indica qualcosa di fisso o marca una tendenza.
Per questo, ormai da tempo, mi sono abituato a dare retta ai soli numeri che rappresentano fatti oggettivi e viceversa: morti, tamponi effettuati, numero di ricoverati, etc e l’eventuale rapporto tra loro.
Il rapporto tra numeri/fatti non oggettivi o quello che serve a sviluppare modelli teorici (buoni quindi per i teoremi, non per raffigurare la realtà) mi interessa poco.
Mi irrita invece molto chi ne fa un uso pratico.

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COL GUANTO O SENZA (PdM/48)?

Ieri seconda giornata di spesa in venti giorni. Rispetto alla prima, tutti con mascherina d’ordinanza e rassegnato scaglionamento in fila, seguendo il ritmo inesorabile scandito del buttadentro del supermercato.
A mani nude, però: sul carrello, sui prodotti negli scaffali, maneggiando denaro, digitando pin, ritirando scontrini, afferrando resti.
In pratica, dopo tante precauzioni, se invece di beccarmi lo starnuto del vicino mi va un moscerino negli occhi e me li stropiccio, mi infetto – è il caso di dirlo – con le mie mani.
Perchè è ovvio che, se esco, non posso fermarmi ogni due minuti (dove, poi?) a lavarmele.
Eppure, di raccomandazioni in proposito poco o nulla.
Chi mi spiega l’arcano?
(Grazie Angelo per la segnalazione).

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BOLLETTINO DI GUERRA 1269 (PdM/47)

Bollettino di guerra 1269: “Cacciati dalla paura del virus, i resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti vacanzieri del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza in vista di Pasqua e Pasquetta».

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CRIC DAY (PdM/46).

Pensiero banale ma inevitabile.
Stanotte alle 00.00 si aprivano le cateratte per le richieste ai vari enti di previdenza dei bonus per i lavoratori autonomi.
Tanto per capire con chi abbiamo a che fare, mentre il decreto parlava di selezione in ordine cronologico (leggi: assalto alle caselle), il presidente dell’Inps ieri assicurava il contrario: non sarà un click day. Olè.
Il mio ente (inpgi2) in 48 ore cambiava per tre volte senza preavviso la modulistica e per due volte l’indirizzo email a cui inviarla.
Ovviamente niente pec (quindi ricevuta rassicurante o almeno avviso di mancata consegna), ma una normale casella di posta elettronica, andata in tilt per sovraccarico già alle 00.04.
Comprensibile panico generale e pertanto invii ripetuti con ulteriore sovraccarico da parte di gente già giustamente nervosa di suo, poi anche per la clausura, poi per l’ora, insomma la vittima perfetta per una provocazione informatica.
Si apprende che l’Inps ha ricevuto stanotte 100 email al secondo (cioè 6.000 al minuto e 360.000 all’ora).
L’ineffabile Inpgi2 comunica invece che “La casella Bonuscovid19@inpgi.it è già (GIA’, ndr) nuovamente attiva e gli iscritti che si sono visti rifiutare la consegna della domanda nel periodo di sospensione dei sistemi possono inviarla nuovamente, riportando in calce il messaggio di mancato recapito generato dal server, che riporta la data e l’ora del primo invio. L’INPGI, nel formare la graduatoria delle istanze, terra’ conto della cronologia relativa al primo invio, anche se non andato a buon fine a causa dell’inconveniente tecnico verificatosi, che – pertanto – non ha comportato alcuna penalizzazione per gli iscritti”.
Ora capite il motivo del titolo di questo post.
Non click ma cric, nel groppone a loro.

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INPGIUSEPPI2

Preda dell’infausta influenza del Giuseppi nazionale, nel giorno dell’assalto dei giornalisti autonomi al bonus governativo di 600 euro da coronavirus (il via è alle 00.00 di stanotte), che fa l’Inpgi2, ovvero l’ente di previdenza demandato a raccogliere le domande, cernirle e poi distribuire le svanziche? Ovvio: cambia la modulistica! Io ne conosco due versioni in tre giorni, ma c’è anche chi giura di averne vista una terza. Per sicurezza, alle 23.55 meglio controllare che non ci siano state altre novità o ritocchi…

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COME PRIMA O MEGLIO DI PRIMA (PdM/45)

Ovunque è un fiorire di impetrazioni e di auspici per un ritorno alla “normalità” e cioé, in sostanza, a come si viveva prima.
Personalmente la penso in modo diverso.
Senza perdere tempo a vagheggiare rivoluzioni irrealistiche, spero invece che il virus, anziché vecchi e malati come sta prevalentemente facendo, spazzi via business decotti, stili di vita patologici, parossismi deteriori.
Ovvero che la fine del contagio porti con sé tutto ciò che l’isolamento forzato ha dimostrato essere non solo buono, ma opportuno e perfino necessario.

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I GIORNALISTI BOCCALONI (PENSIERO DEL MATTINO/42)

È bastato agitare uno specchietto per le allodole col miraggio di intascare una tantum 5 o 600 euro di beneficenza (tale va definita l’elemosina de quo) dal governo o dall’ente di previdenza, per trasformare buona parte della categoria di coloro che, per mestiere, dovrebbero essere diffidenti, cinici, scrupolosi, pignoli, distaccati e puntigliosi, cioé i giornalisti, in una pletora di boccaloni pronti a bersi le panzane dei “previsori”. E, come i cani, a guardare la mano che tiene il biscotto invece del viso del padrone che il biscotto lo porge.

PS: sarebbe interessante avere una simulazione su quanti, nella massa degli iscritti, secondo l’inpgi2 avrebbero il teorico diritto di prendere qualcosa.