colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

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MOZZALELLE IN CALLOZZA.

Come noto, i posti sui treni AV sono nominativi: sul biglietto c’è scritto cioè su quale vagone e con quale numero di poltrona.
Parimenti, il numero del vagone è riportato sulla fiancata di ogni vettura.
Infine, per facilitare la salita, sulla banchina del binario, dei cartelli rossi indicano con precisione punto esatto in cui ogni carrozza si fermerà.
Ebbene, ho appena visto prima due babbei orientali con bauli al seguito affrettarsi verso la testa del treno e salirvi, poi li ho contemplati percorrere a ritroso l’intero convoglio seminando il caos e trascinando i rimorchi nei corridoi, infine li ho visti scendere all’arrivo dall’ultima carrozza.
Meno male che non erano convinti di dover uscire dalla stessa porta da cui erano entrati.

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CRONACHE DA UNA CASA DETIMIZZATA

Finalmente! Che senso di gioia e di libertà!
Da oggi, dopo tempo immemorabile, la mia è una casa deTIMizzata.
Nulla, nemmeno l’ultimo e truffaldino miglio, appartiene più alla mentecatta compagnia telefonica, perché non c’è alcun miglio, né becchime, né civaia.Che soddisfazione, che leggerezza l’idea di non ricevere le odiate e mai puntuali bollette, di non dover discutere con quei poveretti del 187, vittime con l’utente della cronica incapacità dell’azienda di fornire un servizio decente.Gaudeamus igitur!

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BUFFORMULA UNO

Successo pieno per la nuova edizione-luna park della Dormula Uno, pensata su misura per non disturbare il sonno degli spettatori: dopo i primi tre giri basta infatti puntare la sveglia a sei giri dalla fine, prendersi un caffè al risveglio durante l’immancabile valium-car e poi godersi l’autoscontro finale, comica ferrarista inclusa.
Bravoni!

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TIMBRANATI E PERMALOSI (con omaggi in contumacia)

Siccome ormai è una comica, anzi una farsa, ecco una nuova, succulenta e fresca fresca puntata della telenovela. Leggete fino in fondo perchè è esilarante (tranne che per me che sono incazzato nero).
1) un paio d’ore fa mi accorgo che dopo sei giorni la linea è ancora sospesa e scrivo il post qui sotto;
2) guarda caso, magicamente, si ammutolisce anche la linea in entrata;
3) dal cellulare chiamo il 187 per sapere se tra le due cose c’è qualche relazione;
4) mi risponde una signorina che sa già tutto tutto (ma va?) e mi dice che la linea è stata riattivata;
5) io le rispondo che sarà anche stata riattivata, ma è muta;
6) allora lei, garrula, mi dice che devo staccare e riattaccare il modem;
7) le dico che non ho alcun modem;
8) lei, confusa, mi dice che a lei risulta di sì in quanto ho una adsl
9) le confermo che da sempre ho una linea analogica solo voce;
10) la tizia, balbettando, dice che sì, ehm, no, cioè, forse la Tim mi ha dato una adsl omaggio.
11) io, con ira montante, ruggisco chiedendo da quando, perchè e come mi sarebbe stato comunicato quest’omaggio non gradito e non richiesto, sottolineando che un tale comportamento è da buffoni;
12) la tizia, permalosa, mi ribatte che non posso permettermi di dare del buffone a nessuno;
13) replico che non solo posso, ma che lo faccio e che ne ho tutte le ragioni visto che da 6 gg aspetto una linea sospesa non per colpa mia e ora scopro pure la presa in giro dell’adsl omaggiata in contumacia, perdio!
14) al perdio la permalosa si inalbera e alza la voce dandomi del cafone;
15) la mando affanTim.

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TIMBROGLIONI

Sempre e solo a beneficio di altri e spero meno sfortunati utenti di quel gestore telefonico del quale, per decenza, evito di rivelare il reale significato dell’acrostico (peraltro non difficile da desumere), informo che:
– a 6 (sei) giorni di distanza dall’invio, preteso via fax (perchè loro non hanno una pec e se ce l’hanno non te la dicono, indovinate perchè), della ricevuta di pagamento di una bolletta pagata non per colpa mia in ritardo il 31/10 e di cui loro il 7/11 non avevano ancora contezza, la mia utenza è ancora sospesa;
– ho rivoli di sangue agli angoli della bocca causa morsicatura costante della lingua onde evitare di chiamare il 187 e inondare l’incolpevole operatore delle contumelie necessarie a descrivere cosa penso di quell’azienda;
– sono in attesa di convocazione dal Corecom per il contenzioso da me acceso nei confronti della compagnia di (presa in) giro telefonica;
– resta in essere la fatwa da me spiccata ai danni di tutta la compagnia medesima, eccezion fatta per i pochi non corresponsabili.
Buona giornata tutti tranne che alla Tim.

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TIMBECILLI bis (sempre peggio)

Sempre e solo a beneficio di altri sfortunati utenti e con buona pace dei cantori del pensiero unico digitale, secondo il quale si dovrebbe piegarsi senza batter ciglio ai metodi elettronici, raccomandati in quanto solo più convenienti per il gestore ladro e i suoi sodali bancari, aggiorno a distanza di 24 ore la vicenda.
1) dopo dodici telefonate andate a vuoto al 187 (occupato, non risponde nessuno, risponde ma non si sente nulla, l’operatore rimane muto, riattacca, non ascolta perchè parla di gossip col collega, etc) ieri il tredicesimo mi dice che “in via eccezionale” riattacca la linea sospesa per morosità (in realtà pagata da 10 gg) ma si raccomanda di mandare subito un fax al numero verde con la ricevuta di pagamento.
2) ovviamente la linea non viene riallacciata nè subito nè mai.
3) mando il fax e ovviamente dopo 24 ore non è successo nulla.
4) richiamo oggi il 187 e, al quarto tentativo (stessa casistica del punto 1) l’operatore mi dice che:
– il pagamento non risulta;
– il fax non c’è, se c’è nessuno l’ha visto nè si sa quando lo vedranno, potrebbe accadere anche tra un mese (!) come è già successo e non ci si può fare nulla;
– il pagamento dei bollettini tramite home banking “sono pericolosi” perchè loro non possono riscontrarlo subito (si arrangino e risolvano il problema, che c’entra il cliente?);
– che la linea, sospesa giovedì e rimasta tale ieri 8/11, nonostante il pagamento effettuato il 31/10 e il fax con ricevuta inviato 24 ore fa, resterà sospesa almeno fino a lunedì perchè “oggi è sabato e domani è domenica”.
Bene, attesa la reiterazione dell’augurio di ogni male già esperito ieri ai danni di questa manica di buffoni, ora vi lascio perchè devo collegarmi al sito del Corecom per aprire l’ennesimo contenzioso, pelargli un po’ di soldi come già in passato e infine mandarli dove li ho mandati ieri e li mandano milioni di italiani.
Adieu.

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TIMBECILLI (come sempre e anzi di più)

La TIM – quella delle telefonate moleste, dei disservizi cronici, degli spot insopportabili col ballerino e della musichetta ad minchiam coi robot – eccelle nel dimostrare la sua sempre crescente capacità di fare pena.
Racconto l’accaduto a beneficio di altri sfortunati utenti.
1) affidano le bollette alla posta, ma se questa non le recapita la colpa dicono che è tua.
2) se di conseguenza la paghi in ritardo, dopo 15 gg ti staccano la linea senza preavviso.
3) poi però vogliono che dalla medesima linea staccata mandi loro un fax con la ricevuta di pagamento per riattaccarla, veri geni, oppure che tu vada dal tabaccaio col bollettino in mano.
4) nel 2019 nemmeno si sognano di attivare un pur arcaico servizio di email o altro per la gestione di casi simili: vogliono il fax e solo quello!
5) se li chiami al 187 non rispondono per ore, ma quando lo fanno ti dicono che non hanno tempo da perdere (no comment).
6) siccome non hanno tempo da perdere, dopo 5 minuti 5 di conversazione non sul sesso degli angeli ma sulla questione amministrativa, ti riattaccano sul muso.
7) auguro fallimento irreparabile, deportazione, fustigazione pubblica, gogna, sputacchiamento e abbruciatura di vertici, dirigenti, quadri, impiegati e di tutti gli operatori del 187 con esclusione dei pochi (per fortuna ci sono) seri ed educati.
8) escusso il punto 7), auguro loro di andare a…

PS FONDAMENTALE: ho postato quanto sopra anche sulla pagina della TIM, che ovviamente l’ha rimosso accusandomi di “linguaggio non appropriato” (mica scusandosi o negando quanto raccontato). A riprova che…

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CANE SCACCIA CANE

C’erano una volta i giornalisti ed erano convinti, sollevando così una truce invidia popolare, che certi spazi e privilegi, veri o presunti, fossero riservati solo a loro. Vennero poi i comunicatori-giornalisti, che piano piano si presero gli spazi e i privilegi (sempre presunti) a svantaggio dei colleghi. Poi però nacquero i blogger, i quali senza fiatare davano tutto in cambio di nulla, e quindi toccò a loro il facile compito di scacciare gli odiati giornalisti e i pr da certe posizioni, soppiantandoli. L’illusione del trionfo, però, durò poco: arrivarono infatti in loro vece le scosciatissime influencer, i forsennati instagramer e via social cantando: a costoro bastava una fotina in posa o una frasetta scopiazzata in giro per spodestare i blogger e il loro comunque faticoso ingobbirsi sulla tastiera. E così si arriva ad oggi.
La cosa buffa della storia è che tutti i suoi protagonisti ridono degli altri, senza rendersi conto di essere cani che abbiaiano chiusi in un canile.

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ADDIO MARIO

Era quello che, compresa l’importanza dei media e in particolare della tv per la promozione dello sport, dopo le vittorie obbligava i suoi atleti a impensabili maratone automobilistiche per raggiungere Milano dalle più sperdute località alpine (sperdute davvero: era la prima metà degli anni settanta) e partecipare alla Domenica Sportiva.
Sbatte’ con la curva tonda di Stenmark e Heini Henni.
Fu un polemista istrionico.
Era Mario Cotelli, l’inventore della Valanga Azzurra.
Gli dobbiamo alcuni dei più epici momenti della nostra adolescenza.
R.i.p.

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VECCHIAIA A 300 ALL’ORA

Il segno che stai irrimediabilmente invecchiando è quando, per spiegare ai lettori il regolamento 2020 della Dormula (già Formula) Uno, il Corriere della Sera dedica un articolo alla spiegazione di che cos’è l’effetto suolo…