colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

article placeholder

COBBA UEFA

Dopo essersi rotto le corna col Benevento (B…) e aver spezzato le reni al Bologna (riB…) grazie a Bonaventura (ariB…), il BBilan in coppa ha pescato il Ludogorets.
Non ne sapete nulla?
Nemmeno io.
E’ roba per esperti di Mitropa.

article placeholder

FINALMENTE SVELATO L’ARCANO (INVERNALE)

Titolo appena letto in home page su corriere.it: “Nevica: otto consigli per vestirsi. Dall’intimo allo scaldino usa e getta”.
Si segnalano casi di suicidio tra gli ignari usciti a passeggio con infradito e bermuda.
Il ministro Fedeli garantisce che la materia sarà inserita tra le quelle obbligatorie alle elementari e alle medie.
Insorge la rete: “Perchè non ce l’avete consigliato prima?”.

article placeholder

CONDOGLIANZE

Esprimo le più vive condoglianze ai poveretti i quali, al cospetto del generale squallore e del vuoto pneumatico di pensiero capace di avvolgere indistintamente ogni fazione, si infiammano per le miserie della politica e cedono anche su FB alla tentazione della peggiore deriva di quella: la propaganda.
Scendano al più presto nel gorgo e rigorosamente muti.

article placeholder

LO SKIBUS DELLA PIANA

Stamattina a Milano, alle 7, c’erano -1°. A Parma, alle 8, -2°. A Scandicci, alle 10.30, c’è + 4°. Insomma normali temperature invernali.
Eppure ad aspettare la tramvia, e perfino dentro, c’è gente imbacuccata come alle Svalbard.
Mah!

article placeholder

ARRABBIARSI UN PO’

Mi sono convinto che non è vero che c’è sempre un ottimo motivo per arrabbiarsi: ce ne sono miliardi. Tanti da farti incupire per tutta la giornata.
La questione allora (e la ricerca da compiere) è quindi cercare e auspicabilmente trovare i pochissimi motivi per non incazzarsi. E, magari, per godersela un po’…
Alle 14.40 di oggi, sveglio dalle 7, ancora non ne ho trovati.
Però confido.

article placeholder

LA CLASSIFICA DEL VOMITO

La propaganda elettorale dei politici mi fa vomitare. Ancora di più mi fa vomitare quella dei militanti che si fingono commentatori e propagandeggiano su FB fingendosi imparziali.
Più di tutti però mi fanno vomitare i giornalisti che, sempre su FB, non sanno trattenersi da fare marchette spudorate camuffate da pensierini.

article placeholder

DALLA BANCA ALLA BANCHINA (DEL PORTO)

Vivono – letteralmente – grazie ai nostri soldi, ma si permettono di trattarti a pesci in faccia perché si annoiano, o perché lavorando credono di farti un piacere o perché, deprofessionalizzati o aprofessionalizzati come sono, si comportano come se il cliente fosse un suddito o, ben che vada, uno scocciatore.
Parlo dei bancari.
Per carità, non di tutti è ovvio. Ce ne sono di capaci, cortesi, preparati ed efficienti.
Ma forse il sistema non li aiuta a crescere, o forse il turn over forzato tra sportelli diversi li priva delle più elementari regole dell’educazione (di cui molti sono già gravemente lacunosi) e della ricerca della ragionevole soddisfazione del cliente, il quale è, appunto, il babbeo grazie al quale, forse dovrebbero ricordarselo, a fine mese riscuotono un lauto stipendio.
Resta il fatto che è inaccettabile che una zotica scaricatrice di porto camuffata da impiegata di banca si permetta di prendere a male parole chi da oltre 20 anni le affida il proprio benchè scarso denaro, senza peraltro mai dare problemi di capienza né di solvenza.
Risultato: lunedì andrò a chiudere il conto corrente – comunque ampiamente attivo – che da oltre vent’anni intrattengo all’Unicredit, filiale di Viale Lavagnini, a Firenze.
Spero che il direttore ne sia contento. Ora lo avviso.

article placeholder

PANACEA DIMISSIONARIA

Bene, ora che Tavecchio (certamente non immune da responsabilità, e non solo in relazione all’esclusione dai Mondiali) si è dimesso, vediamo se miracolosamente tutti i problemi del nostro calcio sono risolti.

article placeholder

SE IL DECLINO E’ PIOMBANTE.

Si parla del progressivo degrado dell’informazione, della comunicazione e delle relative professionalità…
Che pensare allora se un blasonato produttore di vino ti manda, a metà novembre e da un’anonima casella “news”, un’email che per oggetto ha gli auguri natalizi, ma in realtà è un’offerta commerciale con tanto di listino ed invito all’acquisto?
E che pensare se a tanto pasticcio si aggiunge quello, davvero tragicomico, che nel testo il destinatario della letterina non sono io (“Caro Stefano, etc…”), ma lo stesso mittente? Insomma come se la Fiat mandasse ai giornalisti una pubblicità sotto forma di cartoncino augurale ma l’incipit fosse “Caro Jaki Elkann…”?
Ecco, è esattamente quanto è successo a me, e immagino contemporaneamente a molti altri colleghi, l’altroieri.
Se ne desume che:
– il vignaiolo deve continuare a fare il vignaiolo ed assumere un ufficio stampa e un consulente pr, oppure
– che il vignaiolo deve licenziare l’ufficio stampa e il consulente pr alle sue dipendenze, oppure
– che il vignaiolo se ne frega perchè alla fine gli basta vendere a casaccio un po’ di cassette natalizie in più, ‘ndo cojo cojo, oppure
– che gran parte dei destinatari, giornalisti inclusi, trova quanto sopra normale o tollerabile o magari perfino astuto.
Vi ho comunque voluto molto bene, ma qualora costituiate il quarto caso, forse no.

article placeholder

NO, NON SONO IN CONFLITTO D’INTERESSI

Agri&tour di Arezzo, sono in giuria con stimati colleghi al “Campionato della cucina contadina”.
Che nessuno gridi al conflitto!
a) non so cucinare
b) ergo non cucino né tantomeno posso così avvelenare qualche malcapitato
c) sono un contadino da zolla e non da fornelli.
See you soon!