colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

IL BISOGNINO DI STENDHAL…

Ci vogliono 100 passi precisi (li ho contati, giuro!) per andare dal chiostro dove si svolgono le degustazioni di Benvenuto Brunello 2018 alla toilette, toscanamente detta “licit” o “licite”. Per arrivarci si attraversano le sale, su vari piani, del Museo Diocesano. Fantastico. Quasi passa il bisogno…

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DIO RISTRAMALEDICA LA TIM

Anzi, la Dim. Anzi, la di m…
Non contenti, i maledetti, del danno che con la loro granitica imbecillità di lestofanti mi hanno procurato con l’illegittimo blocco del cellulare, proprio in contemporanea i dementi accusano un guasto anche alle loro paleozoiche linee fisse fatte con sputo e filo di ferro. Risultato: impossibile comunicare e navigare con qualunque mezzo.
Oltre che di dotarsi di doppia tuta ignifuga contro il mio implacabile lanciafiamme, consiglio loro di allertare un munitissimo avvocato, perché la mia carta bollata non farà prigionieri.

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DIO STRAMALEDICA LA TIM

Cari ladri della Tim,
che prima sbagliate la bolletta, poi riconoscete l’errore prostrandovi in scuse, poi mi chiamate millanta volte dicendo ogni volta una cosa diversa su rimborsi, sconti e bonus, ammettendo così che nella vostra miserrima azienda la mano destra non sa cosa fa la sinistra e l’occhio destro non vede cosa vede il sinistro, poi il 7/2 mi mandate un’email ufficiale per ribadire che ho ragione e scrivete pure nero su bianco che il dovuto, decurtato delle vostre ladrocinanti pretese, va saldato il 22/2/1 e che stamattina 13/2 senza preavviso mi staccate l’utenza per “credito esaurito”, non rispondendo neppure al servizio clienti 191, invitandomi a recarmi al “mio” punto Tim (mio quale, brutti imbecilli e farabutti?) mentre io sono in viaggio essendomi scioccamente fidato dei vostri servizi da operetta, sapete che vi dico, oltre a augurarvi tutto il peggio possibile?
1) disdico il contratto (e il vostro credito ve lo sognate)
2) vi chiedo i danni a costo di rovinarmi in spese legali
3) vi sputtano urbi et orbi (lo so, non ne avete bisogno, vi conosce tutta italia per la vostra cialtroneria)
4) vengo col lanciafiamme e vi incenerisco.
Ed ora buona, anzi ottima giornata.

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ANCHE IL VINO RICHIEDE LEALTÀ (nota a margine delle anteprime toscane)

Dei produttori verso i consumatori, dei giornalisti verso i produttori, dei consumatori verso i giornalisti, dei giornalisti verso i consumatori, dei produttori verso i giornalisti.
Ognuno difendendo il proprio interesse e restando nel proprio ruolo, ma con trasparente linearità.
Se invece il consumatore scambia i giornalisti per un braccio armato contro i produttori, se il giornalista scambia i produttori come i propri committenti e se soprattutto il produttore scambia i giornalisti come il proprio megafono, l’equilibrio si rompe.
Dopodiché non ci si aspetti lealtà da chi è stato tradito.

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LE ANTESECONDE DEL VINO TOSCANO

Ieri sono cominciate a Firenze le anteprime del vino toscano riservate alla stampa.
Da fonte certa so di una più che fastidiosa pressione agli ingressi da parte di una folla tanto ringhiosa quanto pretenziosa di “influencer” intenta ora a questuare, ora a pretendere il pass.
Molti, ma purtroppo non tutti, mi risultano essere stati messi alla porta.
Attendo con ansia la situazione omologa, quando ai congressi di salumieri e portinaie mi presenterò chiedendo di essere ammesso dicendo che anche loro “non sanno chi sono io”.

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IL VERO PEGGIO DI SANREMO

Posso vantarmi di non mai aver visto il festival di Sanremo negli ultimi vent’anni.
Eppure non ho difficoltà a individuarne il peggio: sono i cronisti digiuni di musica, mandati dai direttori allo sbaraglio a vergare in punta di penna il provincialissimo ritratto degli ospiti stanieri. Il risultato è puntualmente un accrocco di banalità giustapposte e di scopiazzature mal assemblate.
Basta vedere cosa si legge in giro su James Taylor.

LO SCOLARO ZERO-ZERO-NONNA CON LICENZA DI UCCIDERE

Dichiarazione involontariamente tragicomica della povera ma imbecille madre dello studente imbecillissimo che giorni fa ha sfregiato con un coltello la professoressa che lo voleva interrogare. La donna, riportava ieri Il Messaggero, avrebbe attribuito il gesto alla sofferenza che il diciassettenne stava provando per il cattivo stato di salute della nonna.
Non so, avete capito? Siccome mia nonna sta male (chi nella vita non ha avuto un parente caro che sta male?), io sono non dico autorizzato, ma comunque giustificato o almeno scusato se prendo a coltellate qualcuno. Della serie: se la nonna fosse morta, anzichè sfregiare la professoressa avrei potuto quindi mutilarla o ammazzarla, salvo poi chiedere “perdono” per bocca di mammà?
Per favore, siamo senza speranza.
Ce l’hanno tolta i genitori ebeti di figli ebetissimi.

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NON SI AFFITTA AGLI ITALIANER

Non so come andrà a finire, nè chi abbia davvero ragione, nella nascente eurodiatriba tra Olanda e Italia per la questione della sede dell’Ema, contesa tra Amsterdam e Milano. Della cialtroneria nostrana (e pure della sfortuna, visto che poi tutto si è risolto alla monetina) non ho dubbi, della furbesca malafede olonese forse nemmemo, visto che ora spuntano carte secretate, cantieri inesistenti e sospetti conflitti di interesse (che il segretario generale dell’ente sia olandese e che il primo vicepresidente della commissione verificante, anzi poco verificante a quanto sembra, altrettanto, vi pare normale?).
Ma su una cosa non ci piove: che il detto segretario si chiami Italianer è un gustoso scherzo giocato dal destino alla cricca dell’eurocrazia.

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BISTECCA E CAPPUCCINO

Ammettiamo pure, come dicono i libertari, che de gustibus non est disputandum e che, pertanto, ognuno abbia il diritto di mangiare come schifezza gli pare.
Ciò che io non sopporto è che, mentre lo fa, il mentecatto si senta ganzo invece di aspettarsi un cazzotto tra capo e collo, come si meriterebbe.

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LA TAZZA E’ ROTONDA

Nel mio albergo servono the, caffè e cappuccini in bellissime e abbastanza inusuali tazze di porcellana ovali, da cui si beve dal bordo più lungo. E’ una bevuta strana rispetto al solito, d’accordo. E’ meno facile far girare il caffè nella tazzina per raccogliere la schiuma, vabbene.
Ma da qui a pretendere che il cameriere me la cambi con una rotonda, perchè sennò “non riesco a usarla”, ce ne corre.
Eppure è successo.
Visto stamattina, a colazione.