colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

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QUEI BAR, RISTORANTI E TRATTORIE CHE MERITANO DI CHIUDERE

Avete presente i ristoratori, i baristi, i trattori lacrimanti durante il lockdown per via dei locali chiusi e poi riaperti ma deserti, eccetera eccetera?

Sono gli stessi che tra qualche giorno ricominceranno a frignare per i tavoli solo al chiuso, i pochi coperti, gli ancora meno avventori, e come si fa, e qualcuno faccia qualcosa, e la professionalità, e la qualità, e bla bla bla.

Tra le due fasi, cioè in questi mesi, è bastato a qualcuno di loro (sottolineo qualcuno, non certamente tutti e nemmeno la maggioranza) vedere qualche cliente per riacquisire l’arroganza suicida di sempre.

Oggi a Siena, in centro, un ristoratore da due soldi ha cacciato a male parole una famiglia di turisti perchè hanno osato chiedere di sedersi e mangiare mezz’ora prima della chiusura della cucina.

Fatevi qualche domanda, finchè siete in tempo.

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PIOVE, GOVERNO CONTE (with autumn closing in)

Appartengo alla categoria di coloro che non amano lamentarsi del tempo meteorologico, che prendono le stagioni come sono, che adorano pioggia, neve, freddo, autunno e inverno nè languono quando l’estate finisce come adesso, salvo che per le nostalgie tipo quella sotto.

Tanto premesso, se alle tre di notte viene un fortunale di tale violenza da far traboccare le grondaie e far piovere dentro casa per venti metri di parete imbiancata da pochi mesi, con tale abbondanza da riempire i vasi ornamentali vuoti messi sui sottostanti mobili e se ti svegli per caso, fai il pediluvio, dopodichè passi le ore dalle tre medesime alle nove del mattino ad asciugare pavimenti, drenare acqua, dare di mocio, mettere ad asciugare quadri ed oggetti (tutti ovviamente danneggiati), qualche imprecazione ti scappa.

Contro tutto e tutti, Giuseppi compreso.”…I started humming a song of 1962 / and it’s strange how the night moves / with autumn closing in…”.

youtube.comNight Moves – Bob Seger

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TRAGEDIA DI FINE ESTATE

La vera tragedia della fine dell’estate è che si ricomincia a parlare dell’insopportabile Alloween, popolarmente detta Alouin, coll’aggravante che quest’anno le maschere da ebeti potranno pure fungere da mascherine anticovid.

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CASO SUAREZ/2: ECCO COME E’ STATA SMASCHERATA LA TRUFFA

Durante l’esame di lingua sostenuto da Luis Suarez a Perugia per dimostrare di conoscere l’italiano e quindi acquisire la cittadinanza, l’esaminatore prezzolato ha chiesto al giocatore: “Come direbbe nella nostra lingua ‘treinta y seis’?

E lui, pronto: “Trentotto!”.

Gelo in sala.

L’imbarazzato esaminatore: “Ma come, si dice trentasei”…

Suarez: “A Torino dicono trentotto, come gli scudetti rubati”…

Qualcuno ha sentito e denunciato.

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RIFLESSIONE ACIDA MATTUTINA

Se dovessi decimare le mie amicizie su FB in base alle sciocchezze, i paraocchi, le ottusità, le virgole e gli apostrofi sbagliati, le ipocrisie, l’esibizionismo e la mediocrità che ostentano qui, resteremmo in venti.
Massimo ventuno.

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SIESTORMULA UNO

Al netto della fulgente bellezza della livrea Ferrari (rosso Can-Am 1971, studiate asini), è bastato mezzo giro per la somministrazione del barbiturico automobilistico televisivo al Mugello.
Buon riposo a tutti.

PS: inutile mettere la sveglia, riparte la corsa e dopo 300 mt siamo da capo.

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UDENTI MA SORDI

Categoria insopportabile e diffusissima è quella di coloro che sentono ciò che gli dici ma non ascoltano, per cui, nonostante le ripetizioni, continuano a non capire nulla di quanto raccomandi e fanno l’opposto di quanto chiedi.

Una prece.

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MONOPOLORMULA UNO

Oggi a Monza si sta celebrando il funerale della Formula Uno, camuffato da GP d’Italia.
Se due piccioni si posano su un albero a 100 mt dalla pista, esce la safety car: potrebbero indurre qualche pilota a osare un sorpasso invece di aspettare che la classifica la facciano mappature, gomme, soste ai box e direzione di gara, che sanziona anche il colore delle mutande.
Ridicolezza profonda e irreversibile.
Poi peggiora: c’è un botto senza conseguenze, corsa interrotta, i piloti scendono e vanno in monopattino, uno addirittura va a protestare in direzione.
Ci manca il picnic nel parco.

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IL SIGNOR INGOMBRANTI

Ore 9.30, chiamata sul cellulare da un ignoto numero monzese.
Io: pronto?
Voce femminile (brusca): è lei che ha chiamato?
Io: scusi, ma lei chi è?
Lei: click.
Conto fino a diecimila, declasso l’interlocutrice dal lanciafiamme al kriss malese e richiamo il numero misterioso.
Lei: ingombrantiiii!
Io: ingombranti?
Lei: qui rifiuti ingombranti.
Io: qui di ingombrante c’è quello che sto per dirle dopo che mi ha riattaccato in faccia poco fa.
Lei (imperterrita): è lei che ha chiamato per i rifiuti ingombranti?
Io: no.
Click.