colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

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TERREMOTI A NORMA

A me pare più grave il crollo di edifici a norma del crollo di quelli non a norma. Lo scandalo degli edifici abusivi è che lo siano, non che crollino. Cosa del resto relativamente probabile e che, invece, dovrebbe essere molto improbabile nell’altro caso.
Quando, in presenza di un sisma di entità (lo sottolineo) relativamente modesta, crollano gli edifici a norma, vuol dire che troppo a norma non erano. Oppure che il sisma non era a norma.
Secondo voi?

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L’AGENZIA DELLE USCITE (DAL SEMINATO)

Ma voi come definireste l’operato di un ente pubblico che, il 9 di agosto, quando praticamente tutti, commercialisti compresi, sono chiusi per ferie, da sedi esotiche manda a raffica inquietanti messaggi pec con ingiunzioni relative a pagamenti e quesiti presentati (nonchè già risolti, ma evidentemente a sua insaputa, sebbene il solutore sia l’ente stesso), mesi fa?
Io non li chiamo in alcun modo, aspetto solo che entri in azione il lanciafiamme. O che la gente irrompa con i forconi nella sede, impalando i responsabili di tanta maliziosa imbecillità.

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VIETARE LE VACANZE AI GENITORI SCEMI DI BAMBINI MOLESTI

Dopo gli italiani in Belgio e Svizzera, i meridionali a Torino e Milano, gli immigrati ovunque e i cani, nello specifico di hotel e ristoranti il no pasaran tocca ora ai gay e bambini.
Dei gay mi occuperò un’altra volta, ora parliamo dei bambini.
La chiusura agli under 12 è frutto di quattro evidenze: 1) c’è gente che non gradisce bambini tra i piedi; 2) non la gradisce perchè i bimbi sono molesti; 3) i bambini sono spesso considerati molesti a priori; 4) l’esperienza dimostra che spesso i bambini sono molesti.
La soluzione, però, mi pare semplice.
Siccome, salvo casi patologici, il comportamento dei bambini dipende da quello dei genitori, i quali hanno il diritto e il dovere di educarli come vogliono, ma pure di tenere conto del fatto che, oltre ai frugoletti, al mondo esiste anche il prossimo con i suoi, di diritti, incluso quello alla tranquillità, chi va messo alla porta non è il bimbo molesto ma il genitore, con prole al seguito.
Quindi se fossi un ristoratore metterei all’ingresso del locale un bel cartello che dice: “I bambini sono i benvenuti. E’ vietato l’accesso a genitori incapaci di educarli”.
Qualora i bambini si rivelassero molesti, potrei invitare così i genitori a uscire per aver violato il divieto affisso all’entrata.

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LA VOLONTA’ POLITICA

Se ce n’è la volontà politica, si può fare qualunque cosa: controllare le navi delle ong riottose, espellere i falsi profughi, ingabbiare i migranti-delinquenti, tenere testa alla tracotanza furbesca dei francesi. O, viceversa, non fare nessuna di queste cose.
La domanda è fino a che punto la volontà politica – qualunque volontà politica- sia frutto della convinzione di agire bene e fino a che punto invece essa sia solo una leva ondivaga e transeunte della costante attività di propaganda di un governo, qualunque governo.
Dalla prospettiva del cittadino, qualsiasi risposta è sconfortante.

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LA GIORNATA DELL’ORGASMO

Ci mancava questa.
Come funziona, che la mattina è dedicata all’autoerotismo e la sera all’orgasmo di coppia o viceversa?
Altro che alieni, peste, inondazioni, catastrofe climatica o asteroidi: ci estingueremo per aver superato la soglia del ridicolo senza godere davvero.

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UNA CERTA DELUSIONE

Non che fossi illuso sulle speranze luminose e progressive della calante categoria dei giornalisti di viaggio, ma, a qualche anno dalla costituzione su FB di un gruppo “di servizio” (qui) pensato per tutti noi colleghi del settore, non posso negare una certa delusione.
Doveva essere un gruppo di dibattito e di notizie utili a chi questo lavoro lo fa per mestiere, con regole esplicite e perfino un po’ arroganti, magari, ma ferree e da me infatti sempre applicate in modo ferreo: tutti leggono, ma si diventa membri solo se già ci si conosce e/o ci si presenta; non si accettano autopubblicazioni, ma solo spunti di discussione e sempre legati alla sfera professionale; niente marchette, propaganda, pubblicità occulta o meno, etc.
Ebbene (vado a memoria), degli attuali 160 membri appena un paio sono entrati dopo essersi presentati, tutti gli altri già li conoscevo. In compenso ci sono 444 (quattro-quattro-quattro) persone in lista di attesa: perfetti sconosciuti, sedicenti giornalisti, turisti per caso, pr, etc. ovvero gente che ha dimostrato di non aver letto nemmeno le due righe introduttive del gruppo medesimo.
Nessuno si offenda, ma se il gruppo ha uno scopo e delle regole, un motivo ci sarà.
Tutti possono leggere perchè è giusto che tutti vedano ciò di cui si parla e possano da fuori farsi un’idea di come funziona questo modo “dentro”. Ma a scrivere allora devono essere per forza quelli che dentro, appunto, ci sono.
Ho scritto devono ma avrei dovuto scrivere dovrebbero, perchè se scorro la cronologia mi accorgo che i contributi alla discussione diversi dai miei si contano sulle dita di una mano.
Quindi ai membri non importa un tubo (cosa perfettamente legittima) della materia. Ma se così è, il gruppo è inutile e non merita nemmeno il poco tempo che gli dedico.
Eppure la stessa cronaca darebbe milioni di spunti, in questa stagione.
Forse ci sono un po’ di cose da ripensare…

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LA QUERCIA DI ROCCO

Crete senesi, sabato 22 luglio 2017, ore 14.45, 37° all’ombra.
Catalessi postprandiale, casa in sonnecchiosa penombra e natura tutt’intorno tramortita dal caldo.
Squilla il campanello.
Io (incredulo): chi è?
Lui (disinvolto): sono Rocco.
Io: Rocco chi?
Lui: Rocco della legna.
Io: legna?
Lui: legna da ardere, è secca, scalda tantissimo.
Io: click.
Giuro che è tutto vero, ho i testimoni!

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BISOGNEREBBE SMETTERE DI ARRABBIARSI

Non diamo sempre la colpa a FB: anche se non ci fossero i social, la vita quotidiana offrirebbe comunque eccellenti motivi di arrabbiatura.
Sono invece l’età e l’esperienza che dovrebbero portare consiglio.
Solo che sopportare è difficile, fingere di non vedere è anche peggio e le torme della normalità, di cui tu stesso sei consapevole parte, sono una provocazione continua.
Hai voglia quindi a predicare l’atarassia: l’unica soluzione è il lanciafiamme!