colpi d ascia

La vita, la professione e il mondo offrono quotidianamente ottimi motivi per arrabbiarsi. Qui una silloge di commenti sparsi: a base di vetro e sabbia, s’intende

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LE VIE GLUCK VERONESI

Alloggiare per il Vinitaly fuori dal triangolo lago-città-autostrada comporta vantaggi imprevisti.
Ad esempio consente di scoprire che, oltre l’hinterland veronese, c’è il quasi hinterland. Cioè una campagna che – la sensazione è palpabile – è ancora campagna in tutto, tranne che nell’architettura, ove vecchie case e cascine contadine paiono essere state sostituite del tutto da un’abbastanza deprecabile, sebbene socialmente comprensibile, edilizia da anni ’60-’80.
La differenza estetica tra i due decenni è enorme, il risultato è invece uguale: grossi agglomerati di chiaro impianto rurale trasformati in cloni architettonici urbani.
Effetto non è deprimente, è solo un po’ triste.
Come se quelle comunità, rassegnate ad essere inghiottite dalla città, si fossero avvantaggiate adeguandosi al villettismo a schiera e alla creatività da geometra che impera in certe periferie.
L’erba c’è sempre e la città non c’è ancora, ma si aspetta solo che arrivi. Come uno tsunami lento quanto inesorabile.

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LA GIUSTIZIA DI EUPALLA

La radiosa serata calcistica odierna celebra uno dei giorni più belli della storia del calcio.
Dedicato alla fisiognomica di Nedved, ai lampi di acutezza di Lambs e a tutti i biancoladri finalmente trattati da avversari di se stessi.

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PREVIDENZA SOCIALE RUBENTUS

La solidità e la serietà di una società si capiscono anche da come essa tratta gli ex dipendenti e dal modo in cui questi restano fedeli nel tempo all’azienda che per decenni ha dato loro lavoro e stipendio.
Prendiamo l’ex arbitro Ceccarini, quello del famoso scontro Ronaldo-Iuliano di vent’anni fa.
Quattro lustri dopo il clamoroso episodio, l’ex sottoposto continua a percepire l’emolumento di allora e a sostenere, senza esitazioni, la medesima versione dei fatti, sebbene smentiti dall’evidenza.
Esiste, schiavitù a parte, una fedeltà superiore a questa?
È proprio vero: se si è rubentini, lo si resta a vita.

FRIGOBAR CON ANTIFURTO

Lasciate ogni speranza, o voi che in hotel svuotate il frigobar senza pagare, o che la sera mangiate salato e vi svegliate nel cuore della notte per bere, o che vi prende quel languorino da nocciolina o che semplicemente trovate una bibita troppo fredda e nell’attesa vi passa la sete: da ora in poi non solo qualsiasi consumazione, ma anche qualsiasi tentazione o pentimento alberghieri si pagano.
È nato infatti il frigobar con la tagliola finanziaria: se tocchi, scatta l’addebito.
Pragmatismo protestante.
Vedasi foto dimostrativa.

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TI(M) CON ZERO

Calvino abbia pietà di noi se osiamo parafrasare la sua celebre raccolta di racconti, ma con le più adatte Cosmicomiche non siamo riusciti a trovare facili giochi di parole per rappresentare le effettivamente esilaranti (tranne per i clienti) imprese della purtroppo nota compagnia telefonica.
Oggi 28/3 accade questo: arriva una lettera della TIM datata 21/3 la quale dice che, non essendo stato possibile contattarci telefonicamente (te-le-fo-ni-ca-men-te!) il 17/3, ci avvisa che la richiesta di variazione contrattuale richiesta il 21/1 (ventuno gennaio) è stata effettuata.
TIMbecilli…

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C’È CHI SCENDE E C’È CHI SALE

7.55 am, suona il cellulare, numero sconosciuto.
“Pronto?”
“È la ditta delle scale?”
“Prego?”
“È la ditta delle scale?”
“No signora, ha sbagliato numero”
“Ma non è la ditta delle scale?”
“No, mi dispiace”
“Ma non è la ditta delle scale, quelle per andare al piano di sopra?”
“No signora, né di sopra né di sotto”
“Oddio, allora non è la ditta delle scale”
“No, gliel’ho già detto”
“Io pensavo fosse la ditta delle scale”
“Ho capito, ma non sono io”
“Ah ecco, perché io pensavo fosse la ditta delle scale”.
Stairway to what?

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STRESS DA ORA LEGALE? TRANQUI, C’È LA DORMULA 1

Mai scelta di calendario fu più opportuna: far aprire la pompatissima stagione motoristica all’alba della domenica in cui scatta l’ora legale.
Il recupero della famosa ora di sonno perduta è stato infatti assicurato grazie ai soliti novanta minuti di profondo sopore garantiti dal gran premio: contati tre-sorpassi-tre, tutti nelle retrovie, sei minuti di appassionante safety car, gran prodezze dei meccanici ai box, una telecronaca con l’imparzialità di un fan club e una retorica eroistica da fumetto.
Buon riposo con la Dormula Uno, altro che rombo dei motori.

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PARRUCCHIERE AUTOMUNITO CERCASI

Non è mai simpatico fare le pulci ai colleghi e sottolineare gli errori degli altri (chi ne è immune?), ma ce ne sono alcuni irresistibili per i nonsense che generano. E poi è vero che tutti si sbaglia, ma c’è o dovrebbe sempre esserci anche qualcuno che controlla, quindi quando certe cose capitano lo scivolone è doppio.
Insomma succede questo: si parla di un tipo che a pagamento trasporta baby squillo a casa dei clienti, riscuotendo i 450 euro di marchetta al posto della ragazza e camuffandoli da pagamento del taxi. “Un po’ troppo per un normale coiffeur”, chiosa il cronista.
Prostitute dalle acconciature costosissime o giornalista distratto?

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AVANGUARDIA BALNEARE

La multifunzione emette uno strano sibilo: è un fax in arrivo.
Un fax? Un fax!
E’ un hotel della riviera romagnola che mi manda (risottolineo: per fax) una reclame pasquale.
Tra le attrazioni, il “pranzo al sacco” (al sacco?!?).
Ai lati del volantino, dalla grafica diciamo artigianale, campeggiano solitarie due scritte di cui è difficile cogliere la collocazione nel contesto: “apericena” (?) e “carpe diem” (carpe diem?!?).
E’ tutto così raffazzonato, ingenuo e fuori tempo che mi fa tenerezza.
Quasi quasi ci vado.