Smaltito il metro cubo (virtuale: grazie pennette!) di materiale accumulato durante la fiera e fatto ordine nel borsone, ecco cosa è sopravvissuto. Non aspettatevi approfondimenti nè classifiche, è un elenco alla rinfusa. E scusate le dimenticanze.

BLIND TASTING VERDICCHIO IN KIT VS VERDICCHIO VERO. Vabbè, quello vero l’avrebbe riconosciuto al primo colpo anche mia nonna, ma vedere da vicino la scatola di montaggio, con tanto di etichetta preconfezionata e scatolone con le mura del Colosseo è stato divertente.

MOROCCAN OLIVE OIL ‘N’ ROLL. Hanno un piano a medio termine per far diventare il loro paese l’oliveto verde d’Europa, attirandoci gli investimenti da tutto il mondo (i primi olivicoltori italiani sono già arrivati, chi sta facendoli scappare ci pensi). E hanno organizzato una degustazione in cui gli olii erano pure discreti.

I TERRAZZAMENTI DI ODESSA. In realtà se i vigneti siano terrazzati o meno non lo so. E siccome era scritta in russo, non posso garantire nemmeno cosa dicesse l’etichetta. Ma vista la situazione geopolitica, il rosso ucraino a base di uva Odessa Nera nel Koblevo, tra il Mar Nero e l’estuario del Tylihul, mi è rimasto simpatico.

HONOLULU BABY. Assaggiare il famoso (?) vino hawaiano a base di uva (70%) e guava (30%) è raro. Riassaggiarlo è rarissimo. L’ho fatto grazie alla bella degustazione organizzata dal Cortina Wine Club di Luca Bisol. C’erano anche il rosso “Red Volcano”, un Syrah cileno fatto all’ombra dell’Aconcagua e le microvinificazioni di Incrocio manzoni, Palava e Andrè del Progetto Venissa 1350. Chapeau.

LA BIRRA AL TARTUFO. L’avevo “padellata” a Taste, l’ho sentita a Verona la bionda prodotta in Toscana per Savini mescolando luppolo ed essenza di tubero. Si chiama Grinta. Il nome non mi piace, ma la birra sì: ha una singolare fragranza che la rende godibile anche da sola.

BUFERA IN ARRIVO, SONO NEGROAMARI. Il dialetto salentino “taersìa” vuol dire bufera in arrivo. Di sicuro devono averlo pensato in cantina quando dal Duca Carlo Guarini hanno saputo di dover vinificare in bianco il tipico vitigno pugliese, ma il risultato è apprezzabile. Gran naso di miele, nocciola e fiori di acacia.

UN PATTO PER L’OLIO IN 10 PUNTI (+1). L’ha presentato in Fiera (qui) Luigi Caricato di Oliofficina.it con l’Informatore Agrario. “Un piano Marshall” per il settore, l’hanno definito. Tutto molto condivisibile, ma aggiungo un punto: più (cinico) realismo.

PUGLIA TASTE & PRESS, FIERA SENZA STRESS. L’ho già detto e lo ripeto: quella degli appuntamenti prefissati e cadenzati tra stampa e produttori è una formula che funziona. Aiuta la reciproca conoscenza, ottimizza il tempo, crea rapporti durevoli. Domanda: ma se ne sono accorti solo i pugliesi? Mai che le buone idee vengano copiate…

GRAFFITI AMOROSI IN ETICHETTA. Uno degli appuntamenti enomondani più piacevoli è stata la presentazione dell’edizione limitata del Passimento, il rosso veneto igt della Famiglia Pasqua: in etichetta una foto di Giò Martorana con i messaggi d’amore lasciati dai visitatori nel cortile di Giulietta. Luogo dell’evento? Il cortile medesimo, è ovvio.

QUELLA CAPATOSTA DI JOSKA. Di cognome fa Biondelli ed è un tipo elegante, brillante e (almeno in apparenza) perbenino. Per scelta di vita si è messo a fare bollicine Franciacorta. E le fa pure bene: il Saten che ha proposto nella sua minidegustazione ristretta ci ha colpito molto. Visita in vista.

DEL VINO GLI ECCELLENTI (NONOSTANTE RENZI). Il contemporaneo arrivo in fiera del presidente del Consiglio avrebbe potuto far tremare i polsi anche a una collaudata corazzata enoica come quella di Civiltà del Bere e della superdegustazione dei “Maestri dell’eccellenza”. Invece ce l’hanno fatta e pure col pienone. Bravi!

LO SPASSO DEL QUINTO PASSO. Si chiama Quinto Passo ed è il primo, rosato, dei quattro passetti coi quali Cleto Chiarli, lambruschista blasonato, è entrato nel mondo dello spumante. Uva Sorbara 100% vendemmiata con cura e scelta maniacale dei filari. Ottimo inizio per aspettare il seguito.

SE LA MODA E’ HIPPY, IL MORELLINO E’ POP. Pop come la cucina accessibile di Davide Oldani, che Cesare e Andrea Cecchi hanno abbinato al loro Morellino di Scansano Riserva 2009 Val delle Rose, messo da Wine Searcher tra i 10 vini con il miglior rapporto qualità prezzo del mondo nella fascia sui 20 dollari. Ottima scelta.

LA CALABRIA HA TROVATO CASA. Per uscire dal guscio bisogna trovare (anche) una casa e la Calabria, eterna promessa del vino, ci prova. Ci prova doppio, presentando una “Casa dei Vini” con sede sia a Cirò che a Lametia Terme. Basterà a ritrovare la strada per Enotria? In bocca al Gaglioppo!

DIO SALVI LA CORVINA. E tutto il resto: la premiata ditta Tozzi&Chiarini ha esportato anche a Verona, versante Hotel Due Torri, il God Save The Wine fiorentino e la formula, animata dal tarantolato Gori, ha funzionato, nonostante i piedi doloranti post fiera. Merito dei vini e di molte belle figliole presenti.

SENZA FILE GRAZIE AL FILE? Sarà il sistema di prefiltraggio e di preaccredito, sarà il caso, sarà quel che sarà ma stavolta – miracolo a Verona – si è fatta zero coda per l’ingresso alla stampa.  E dire che per ravvivare l’atmosfera ce l’avevo messa tutta. Tanto di cappello a Carlo Delaini, allora.

SCUSE, SCUSE, SCUSE, DI NUOVO TANTE SCUSE, SCUSE, SCUSE, GRAZIE E BUONASERA (chi se la ricorda la mitica trasmissione del 1975 con Sandra e Raimondo?) a tutti quelli che ho bidonato, mi sono sfuggiti, di cui mi sono dimenticato, di cui ho perduto gli appunti (è successo anche questo). Tanto ci si vede nel 2015