Mah…! Anzi: Mahmood!
Lo ammetto, avevo sottovalutato il peso socioprobatorio del festival di Sanremo. E chiedo venia se stamattina, in un momento di leggerezza, ho dileggiato chi, sembrandomi appena appena politicamente strabico, estrapolava dai melici risultati, con abile maieutica e la solita lungimirante maestria di chi la sa lunga, perfino lunghissima, le gravide implicazione della vittoria dell’artista di madre sarda e di padre egiziano. Il quale, lo dico subito a scanso di equivoci è, con ogni evidenza, italianissimo.
Meno male che a farmi rinsavire è intervenuto però il sempre imparziale Corriere.
Dapprima tacendo, e solo dopo riportando, che il vincitore aveva preso appena il 14% dei voti popolari. Cioè, sia chiaro, della parte intelligente, pensante e sana, si capisce, di una nazione fatta purtroppo, per il restante 86%, di poveri imbecilli, fascisti, razzisti, sovranisti, leghisti, grillini e mentecatti da infoibare.
Poi rivelando a mezza bocca che il piatto della bilancia era stato fatto pendere da quella parte dalla giuria dei giornalisti, un’altra categoria notoriamente super partes quando si tratta di dare lezioni di conformismo e di politicamente corretto, soprattutto se in chiave politica.
Interviene quindi, con la notizia bomba, la “redazione spettacoli” del quotidiano milanese: “La vittoria di Mahmood divide (di nuovo) Salvini e Isoardi”, strilla. Booooom! Cazzo, che botta clamorosa, questi sì che sono i segnali espliciti dell’aria che tira nel paese, aprite gli occhi gente! Il tutto desunto dal banale (e legittimo) fatto che all’uno piaceva il terzo classificato e all’ex fidanzata il primo.
Implacabile, a chiudere tombalmente ogni questione, arriva però la chiosa di Aldo Cazzullo: “La vittoria del ragazzo italoegiziano dimostra che, se vengono governati, i processi migratori sono un plus per l’Italia, con il suo bassissimo tasso demografico”.
Ora, dico: Cazzullo è un collega equilibrato, prestigioso, capace e celebrato. Ma davvero pensa, tanto da dedicargli un commento, che la vittoria in un festival canterino, sancita oltretutto attraverso un discutibile sistema di giurie che tutto rispecchia tranne l’umore della gente della strada, “dimostri” qualcosa? E in particolare che lo dimostri riguardo a questioni bazzecolari come i processi migratori, le tensioni sociali, le prospettive nazionali?
Ma davvero davvero?
No perchè, certe cose, i dubbi che prima non avevi te li fanno venire.